Lo spiega in un esposto Enzo Dalmonte, membro del Consiglio territoriale n. 4, che riporta il caso di una donna colpita da malore nell’attesa di una visita

“L’ambulatorio dei medici di base di Sant’Alberto e Mandriole è inadeguato ad accogliere i tanti pazienti che vi si recano in visita”, è quanto spiega in un esposto Enzo Dalmonte, capogruppo di Italia dei Valori nel Consiglio territoriale n.4 di Sant’Alberto. Per esemplificare la situazione Dalmonte porta il caso, avvenuto un paio di giorni fa, di “una signora di circa settanta anni, che dopo una lunga attesa all’interno della sala d’aspetto, al chiuso, ha iniziato a vomitare e poi è svenuta. Per risolvere la situazione sono intervenuti i medici, che hanno chiamato il pronto soccorso con auto medicale, facendo uscire al sole anche i pazienti in sala d’attesa”.

 

 

Secondo Dalmonte i locali dell’ambulatorio sarebbero “inadeguati a subire un assembramento di pazienti”.

“I tre medici di base dell’AUSL a servizio di circa 3.000 assistiti di Sant’Alberto e Mandriole – spiega il capogruppo –  utilizzano per le visite un unico ambulatorio situato in via Guerrini n.156 in un angiporto, a Sant’Alberto, provvisto di un parcheggio da sei posti auto, di cui uno per portatori di handicap.

L’ambulatorio ha una sala di attesa di circa 10 metri quadrati con dodici sedie, un luminello con inferriata

inferiore al metro quadrato posto in alto e una porta-finestra per l’ingresso. Non ha un impianto di aria

condizionata. Ieri, lunedì 18 agosto, alla riapertura dell’ambulatorio, dopo quattro giorni di chiusura per il ponte

di Ferragosto, i medici prestavano tutti servizio. In attesa c’erano circa 50 persone, via via aumentate fino ad una

settantina, anche perché due dei medici erano reduci da un periodo di ferie. Al chiuso, con caldo soffocante ed

aria pesante, si trovava oltre una ventina di persone, la metà circa in piedi.

 

Il parcheggio era chiaramente inavvicinabile quasi per tutti. Una folla di pazienti era in attesa fuori, al sole. I locali sembrano, anche per ragioni di salubrità dell’aria e poche possibilità di sedere, e specie per le persone anziane e /o debilitate, inadeguati a subire un assembramento di pazienti, in particolare nella cattiva stagione, quando non è consigliabile aspettare all’aperto – continua Dalmonte –  La circoscrizione di Sant’Alberto è la più vasta del Comune di Ravenna con i suoi 105 Kmq ed è la più scarsamente abitata con i suoi 4.000 abitanti ed è quindi verosimile che gli ambulatori medici siano ridotti come numero, ma è altrettanto verosimile che la maggior parte dei pazienti si rechi in ambulatorio in automobile, propria o accompagnati, viste le distanze da percorrere, è quindi auspicabile avere idonei parcheggi e locali per i periodi di attesa inevitabili.

 

Ciò premesso – conclude Dalmonte –  invito il Presidente del consiglio territoriale a verificare, nelle forme e nei modi ritenuti convenienti, anche con l’ausilio del servizio comunale preposto al Decentramento, riferendone poi al consiglio e comunque al sottoscritto se l’ambulatorio unico e relativo parcheggio a servizio delle popolazioni di Sant’Alberto e Mandriole è idoneo alle sue funzioni dai punti di vista sanitario e urbanistico, e comunque se, da parte dell’AUSL, è ritenuto adeguato al carico di pazienti; quali provvedimenti l’autorità competente intende eventualmente adottare per colmarne le inadeguatezze, a beneficio della salute dei pazienti e delle condizioni di lavoro dei medici”.