L’ex sindaco di Forlì presenta la sua proposta politica per il governo della Regione. Intanto Bianchi si ritira e appoggia Bonaccini

 

“Mi candido perché all’interno del partito c’è un forte bisogno di dibattito politico. La mia vita personale non dipende da queste elezioni, per cui ho la totale libertà di poter fare delle proposte coerenti con la mia linea di pensiero”: con queste parole Roberto Balzani, candidato alle primarie del centro-sinistra per la presidenza della Regione Emilia Romagna, ha connotato la sua idea politica durante l’incontro di presentazione alla stampa, indetto dal comitato “Per Balzani presidente – Cultura, Ambiente, Innovazione”, coordinato da Serena Fagnocchi.

 

Intanto è di quest’oggi la notizia che Patrizio Bianchi si è ritirato dalla corsa delle primarie, scegliendo di appoggiare Stefano Bonaccini.

 

Tra i vari argomenti sviscerati nel corso dell’incontro, Balzani ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di fiducia che ormai a vari livelli si respira nella nostra società e che “non permette al Paese in primis e poi al nostro territorio di spuntarla sulle difficoltà”.

“Vi è un approccio burocratico-verticistico – ha sottolineato l’ex sindaco di Forlì – che nel tempo si è cronicizzato anche nella nostra regione. Esso sta soffocando la vita economica e produce enormi tasse a cui non corrisponde un’organizzazione dei servizi pubblici. A seguito di questo approccio si è affermata nei cittadini la sensazione di essere espropriati da un’aristocrazia nuova, ossia il ceto politico. Io sono convinto – continua Balzani – che bisogna recuperare il disegno di Guido Fanti, di una regione capace di trasferire una visione collettiva a tutti gli attori sociali, cosicché ognuno possa sentirsi parte di un organismo collettivo, degno di fiducia”.

 

E “fiducia” è proprio una delle parole chiave del “programma” di Balzani: “Il meccanismo di non fiducia che si è affermato attualmente sta lentamente uccidendo la nostra società. Bisogna ricostruire la fiducia e questo si può fare solo con la trasparenza e la gratuità – afferma il candidato – Dobbiamo riconfigurare il governo regionale come una vera e propria struttura”.

Per poter attuare questa trasformazione l’ex sindaco intende partire dall’analisi dei bisogni dei cittadini: “È necessario prendere la grande quantità di dati che la Regione già produce e leggerli e interpretarli per capire quali sono i bisogni a cui viene data risposta e quali quelli a cui non viene data per poter concentrare meglio le risorse e utilizzarle per attivare dei processi innovativi per il futuro della regione e delle imprese”.

 

Ma non ci può essere né innovazione né qualità della vita, per Balzani, senza l’efficientamento della mobilità: “Sui mezzi di trasporto molti di noi, in particolare i pendolari, trascorrono buona parte della loro vita. Bisogna che questa parte sia sempre più dignitosa. Nella mia idea c’è un treno metropolitano che permetta lo spostamento lungo la dorsale Adriatica e che garantisca la migrazione dei cittadini dalla mobilità su gomma, che presenta tutti i rischi e gli inconvenienti che ben conosciamo, a quella su ferro”.

Centrale in questo progetto sarà l’ammodernamento della stazione di Bologna: “Perché essa è la porta dell’Emilia Romagna – precisa Roberto Balzani – e ora è un luogo alienante. Basta andare a Roma Ostiense  o a Torino Porta Susa per vedere cosa significa trasformare una stazione in senso moderno. Farlo anche a da noi è possibile e bisogna metterci le mani”.

 

Per concludere, l’ex sindaco si richiama al concetto di “libertà” dal quale è partito nella sua presentazione: “È necessario riorganizzare dalla testa uffici e risorse in Regione sottoutilizzate e sottostimate. Questa operazione può essere attuata solo da persone libere, che non hanno vincoli di companatico o clientela con chi muove le pedine. Persone che hanno la libertà di poter costruire un progetto culturale, che potrà valorizzare l’enorme potenzialità detenuta dalla nostra regione”.

 

C. N.