Il candidato inserisce nel suo programma un documento elaborato dal comitato “Ravenna per Balzani”

“Con estremo orgoglio, il nostro comitato ha elaborato un documento sulla situazione del porto di Ravenna che lo stesso Roberto Balzani ha inserito come parte integrante del suo programma politico per la candidatura a Presidente della regione Emilia Romagna”, sono queste le parole di Giuseppe Roccafiorita coordinatore del comitato “Ravenna per Balzani”, che continua: “Il documento è stato elaborato dal consigliere comunale Denis di Martino e dagli altri firmatari in calce, tutti lavoratori nella nostra realtà portuale e che, quindi, conoscono bene le reali problematiche inerenti il nostro scalo e le prospettive per il futuro. Inoltre ci teniamo a comunicare le due ultime adesioni (in ordine di tempo) al comitato “Ravenna per Balzani” di personalità note che hanno deciso di votare e sostenere la candidatura di Roberto Balzani:

Giuseppe Piccinini: nato a Ravenna, Segretario Confederale della Uil dal 1983 al 1988. Consulente e dirigente di svariati gruppi industriali di livello nazionale ed internazionale.

Germano Sama: nato a Ravenna, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, tre volte consigliere comunale di Ravenna per il Partito Repubblicano, oggi membro del PD

 

Di seguito il documento sul Porto di Ravenna inserito da Roberto Balzani nel suo programma politico:

PORTO: ATTUALE SITUAZIONE E VIE ECONOMICAMENTE SOSTENIBILI DI SVILUPPO

“Lo sviluppo del porto di Ravenna passa necessariamente da una rimodulazione delle linee guida che, negli ultimi anni, ne hanno caratterizzato la gestione e la progettazione. Rimodulazione da attuare tenendo insieme ambizione e pragmatismo. 

L’approfondimento del canale, opera non più rinviabile come richiesto dai principali terminal e vettori sia di merci “sfuse” che “containerizzate” è condizione necessaria ma non sufficiente a garantire lo sviluppo del nostro scalo.

Si rende necessaria un’azione parallela e concreta volta ad implementare le infrastrutture materiali ed immateriali dell’area portuale al fine di:

1.            aumentarne la competitività e flessibilità ,

2.            velocizzare le procedure di sdoganamento ,

3.            attrarre traffici ad alto valore aggiunto.

A questo fine  guardiamo con favore alla sperimentazione dello sportello unico doganale ( che sembra dare esiti  più che soddisfacenti) alle procedure  di “pre-clearing” e sdoganamento in mare .

Inoltre, appare evidente a chiunque conosca i principali porti dell’alto adriatico l’importanza della progettazione e della realizzazione di una rete ferroviaria adeguata ad un porto commerciale moderno.

Rimane inoltre la prioritaria esigenza del ripristino e dell’ampliamento dell’attuale viabilità stradale che in alcuni punti, oltre a non essere all’altezza, appare addirittura impraticabile  e, quindi, fortemente penalizzante.

Ancora, un porto che voglia definirsi moderno ed evoluto non può presentarsi ai visitatori e potenziali clienti nelle attuali condizioni di decoro, anche per semplici regole di “marketing”: le vie d’accesso al porto, la pulizia, l’organizzazione e la viabilità dei terminal, la condizione dei servizi agli operatori ed ai lavoratori, sono tutti aspetti fondamentali ed imprescindibili per poter “vendere” il proprio scalo ed attrarre traffici nuovi con maggior valore aggiunto.

Conseguentemente a questa impostazione di sviluppo è necessario porre l’attenzione sul fattore umano e le specificità delle dinamiche lavorative portuali.

Attenzione che si deve manifestare attraverso la realizzazione di politiche che puntino sia ad  alti valori di professionalità e formazione dei lavoratori, che  ad un aumento costante della sicurezza in tutta l’area  portuale”.

 

Stefano Villa

Marco Mignola

Denis Di Martino

 

Comitato “Ravenna per Balzani”