La denuncia dell’Asspi: “diversi i casi di ‘sofferenza’ tra i nostri associati”

“Comincia a diffondersi tra i cittadini contribuenti l’impossibilità di pagare le tasse”, è quanto denuncia l’Asspi di Ravenna (associazione sindacale piccoli proprietari immobili), che spiega: “Sono diversi i casi di ‘sofferenza’ che abbiamo rilevato tra i nostri associati. Emblematico quello di un ex commerciante-artigiano in pensione che non riesce a far fronte alle richieste del Comune su IMU-TASI  e TARI. Come tanti della sua categoria, quando era in attività ha investito in immobili, appartamenti e negozi, che avrebbero dovuto fornirgli una rendita per mettere al sicuro la sua vecchiaia. La sua pensione, di circa 500 euro al mese, non gli consente di pagare 4.080 euro di IMU, senza contare TASI e TARI, in particolare per due negozi che non riesce ad affittare da anni e per i quali “deve” pagare 1.600 euro di IMU, per ciascun negozio, al Comune. In Comune, forse scherzando, gli hanno detto di fare delle donazioni, ma quando ha chiesto a chi, perché l’intenzione di ‘sbarazzarsene’ è veramente forte, nessuna delle impiegate burlone ha saputo rispondergli. Sì, perché chi si prenderebbe in carico un locale la cui rendita è decisamente negativa?

Anche il pignoramento per non aver pagato le tasse è una ‘manovra’ che potrebbe essere auspicata – continua l’Asspi – ma chi garantisce che l’immobile pignorato sarà quello ‘impossibile’ da affittare e non i mobili della propria abitazione o altri alloggi della stessa proprietà?

Casi come questo si moltiplicano, e sarebbe doveroso tassare solo quelle rendite che danno realmente frutti. La richiesta di Asppi ai comuni – conclude il sindacato -  è quella di valutare seriamente la possibilità di tassare realmente solo quegli immobili che danno una rendita reale e di adeguare le rendite catastali al mercato reale che da qualche anno subisce flessioni che hanno quasi dimezzato il valore degli immobili”.