Silvio Piraccini, presidente ASSPI Ravenna, “I Municipi devono accelerare il taglio delle spese superflue”

“La decisione del Governo di abolire la Tasi non può che farci piacere. L’impegno di Asppi a tutti i livelli per diminuire la pressione fiscale, aumentata del 143% dal 2011, si protrae da qualche anno e l’abolizione della tassa sulla prima casa la consideriamo un primo risultato”, a spiegarlo è Silvio Piraccini, Presidente Provinciale ASPPI Ravenna, che continua: “Alleggerire le tasse sugli immobili è necessario per ridare fiducia ai cittadini e incrementare l’attività edilizia, soprattutto quella orientata al recupero e alla riqualificazione degli immobili.

La mancanza di queste risorse per i Comuni non deve essere però motivo per aumentare l’imposizione sulle seconde case (IMU), deve al contrario impegnare i Municipi ad accelerare il taglio delle spese superflue: soprattutto gli alti stipendi, i premi dati in maniera inappropriata e le consulenze ‘inutili’. L’imposizione fiscale deve essere giusta e fatta sui redditi reali e non su patrimoni che spesso non rendono nulla o, peggio, danno una perdita. Troppo spesso assistiamo al ‘triste spettacolo’ di associati che lamentano di pagare IMU esagerate su appartamenti o negozi che non riescono ad affittare o a vendere e che quindi non danno reddito – continua Piraccini -. E che dire di chi tiene la casa vuota perché venga utilizzata dal figlio e viene tassato per questo che è, di fatto, un risparmio? Una rappresentazione che vede dall’altra parte, oltre un milione di persone della cosiddetta casta, incamerare stipendi esagerati e non paragonabili ai loro colleghi d’Europa o d’America.

Denari che diventano rendita improduttiva perché, in massima parte, non investiti in settori trainanti dell’economia. In Asppi consigliamo gli associati di adottare i canoni concordati, i 3+2 previsti dalla Legge 431/98. Convengono agli inquilini, che possono avere più detrazioni Irpef, ai proprietari che utilizzano la Cedolare secca, oggi al 10%, per pagare le imposte sul reddito da locazione e contribuiscono, nello spirito della 431/98 a tenere bassi i canoni perché basati su parametri certi. Occorre abbattere l’IMU su questi tipi di contratto perché possano avere una maggiore diffusione. Gli italiani amano la casa e, caso unico al mondo, oltre l’80% sono proprietari almeno della casa dove abitano. Un patrimonio che va salvato e anche rivalutato in termini di qualità e sicurezza. Per questo – conclude Piraccini – chiediamo che Governo ed Enti locali si adoperino con misure atte ad incentivare lavori di ristrutturazione che aumentino l’efficienza energetica e statica degli immobili e la sicurezza da effrazioni ed incendi”.