Chiuse le indagini sul tragico incidente che vide lo scontro tra la nave battente bandiera del Belize e il mercantile turco

A un anno esatto dal tragico incidente che vide morire 6 persone nello scontro tra il mercantile Gobkel e la nave Lady Aziza, nelle acque di Marina di Ravenna, il 28 dicembre scorso, si sono concluse le indagini della Procura di Ravenna che hanno chiarito i contorni della vicenda.
Per ragguagliare la stampa sul loro esito, è stata indetta, questa mattina, una conferenza alla quale erano presenti il Procuratore della Repubblica Alessandro Mancini e il PM Stefano Stargiotti. “A entrambi i comandanti è stata imputata la violazione delle regole cautelari – ha spiegato Stargiotti -. Si imputa in particolare di non aver predisposto appropriati sistemi di vedetta; di non aver adeguatamente valutato e controllato gli strumenti di navigazione, di non aver mantenuto una velocità adatta alle condizioni del mare e di non aver utilizzato segnali sonori per dar conto della presenza reciproca”.
Ciò avrebbe portato gli equipaggi ad accorgersi di ciò che stava accadendo solo nei momenti immediatamente precedenti all’urto, quando ormai non era più possibile evitare la tragedia. Se per lo scomparso comandante del mercantile turco Gokbel il procedimento verrà ovviamente archiviato, il comandante della Lady Aziza, un cittadino siriano, dovrà invece rispondere di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo.
Le complesse indagini sono riuscite a stabilire il minuto esatto della collisione fra le motonavi, avvenuta alle 8.38 a circa 3 miglia dall’imboccatura del porto di Ravenna. In quei frangenti la Lady Aziza era in uscita dal porto di Ravenna ed era diretta al porto di Nogaro, mentre la Gokbel si apprestava ad entrare nel porto. È così che la prua dell’Aziza sarebbe entrata nella murata di sinistra del mercantile turco creando un’estesa falla che avrebbe poi causato il suo inabissamento. Nel drammatico incidente si salvarono solo 5 degli 11 membri dell’equipaggio presenti sulla Gokbel, “I più giovani sono sopravvissuti– spiega Stargiotti –, e questo è indice di quanto le condizioni del mare abbiano influito sulle possibilità di salvezza”. Al momento sono 5 le salme recuperate in mare. All’appello manca ancora il primo ufficiale di coperta.  

C.N.