Martedì 5 giugno

Cosa rimane oggi del sogno di Martin Luther King, di quel potente appello per una società equa, a distanza di cinquant’anni dal suo assassinio a Memphis? A questa domanda – che è anche un interrogativo sulla memoria collettiva e sull’infrangersi delle lunghe onde del sogno sugli scogli della storia - Ravenna Festival, nell’anno in cui celebra il ricordo del Reverendo King con il titolo We Have a Dream, risponde con l’incontro in programma martedì 5 giugno, alle ore 18 presso la Biblioteca Classense. Nell’elegante Chiostro, il professor Paolo Naso – docente di Storia politica e coordinatore del master in religione e mediazione culturale alla Sapienza – affronterà il pensiero di King, quei principi e quelle speranze che ne accompagnarono le battaglie nonviolente per il superamento della segregazione razziale. Il sogno e la storia. Il pensiero e l’attualità di Martin Luther King è un appuntamento realizzato in collaborazione con l’Associazione Romagna-Camaldoli; incrocia (e inaugura) l’itinerario di incontri ed eventi Via Sancti Romualdi. L’incontro con il professor Naso offrirà anche l’occasione – alle 17 – per svelare al pubblico i mosaici realizzati degli studenti del Liceo Artistico Nervi-Severini, nell’ambito di una collaborazione con Ravenna Festival che si è rinnovata anche quest’anno. Fonte d’ispirazione il volto-icona di Martin Luther King; le sette opere rimarranno esposte nel primo chiostro della Biblioteca fino al 22 luglio, accompagnando così l’intera durata del Festival. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.

I have a dream, ho un sogno, ripete Martin Luther King; è il 28 agosto del 1963, sono 300 mila le persone raccolte davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine della celeberrima marcia “per il lavoro e la libertà”. King ha 34 anni e il discorso che sta pronunciando sarà scolpito nella memoria e nella storia non solo della popolazione di colore in America, ma di tutti coloro che anelano alla libertà, alla giustizia, all’eguaglianza. Cinque anni più tardi, il 4 aprile, King muore assassinato da un suprematista bianco; non sono i premi o gli onori ricevuti che vengono menzionati al funerale, ma la natura del suo operato: il desiderio – profondo, infaticabile, coraggioso – di “amare e servire l’umanità”, nella lotta alla povertà, al razzismo, alla guerra.

Ravenna Festival, che negli ultimi anni ha affrontato eventi e personaggi cruciali del XX secolo (dalla Grande Guerra a Nelson Mandela, alla Rivoluzione Russa), non poteva non rendere tributo alla straordinaria voce di Martin Luther King. Se il titolo We Have a Dream offre l’opportunità per sviluppare una varietà di temi che si intrecciano al ricco programma di questa XXIX edizione, appuntamenti come quello di martedì 5 giugno sono l’occasione di approfondire il lascito di uomini che ancora oggirappresentano dei punti di riferimento del nostro orizzonte morale, per non dimenticare errori e orrori passati, né la forza del sogno condiviso. Da un lato sarà il Professor Naso – che oltre alla cattedra all’Università La Sapienza di Roma vanta un’esperienza americana come visiting professor e consulenze prestigiose, come quelle per il Ministero dell’Interno e per il MIUR – a riflettere sulla figura e l’opera di King, dall’altro sono stati gli studenti della classe IV E del Liceo Artistico Nervi-Severini a misurarsi con il celebre volto del Reverendo.

Guidati dal maestro Giuliano Babini – artista di rilievo internazionale nel mosaico contemporaneo – e dalla professoressa Patrizia Cingolani, i ragazzi si sono impegnati nella ricerca di materiali e tecniche innovativi: con un istinto un po’ pop e un po’ nouveau réaliste, il “loro” King è di smalto e vetri, di marmo e alluminio, ma anche di componenti meccaniche e materiali di ferramenta. Una scelta che intende riflettere il desiderio e la forza di cambiamento di cui King si è fatto portatore.  L’esposizione Pop Art for the M. L. Kingsarà inaugurata alle 17 con letture di altre due studentesse, Alice Borghetti e Melissa Pisu, e sarà accessibile negli orari di apertura della Biblioteca Classense, nonché in occasione dei concerti di RavennaFestival nella stessa, fino al 22 luglio. 

King verde è di Alessandra Martelli e Celeste Lolli; King blu di Margherita Gamberini e Leila Sadik; King arancione di Valentina Sassi e Mai Scampa; King marrone di Rolando Ferro, Alessandro Pagliarani e Matteo Bazzocchi: King black & white di Andrea Zanon e Andrea Zavatta; King chains di Camilla Carroli e Anna Viola Castellari; King bolts di Gabriele Montalti.