L’intervento del consigliere Spadoni

“Siamo di fronte al consueto rituale del bilancio previsionale della Provincia in cui spicca ancora una volta un quadro assolutamente inadeguato a garantire i servizi essenziali per un perdurante problema di sostenibilità nel medio – lungo periodo”. Esordisce così, in una nota stampa, consigliere provinciale “Civici”, che continua: “Si tratta di una situazione, purtroppo, ormai conclamata nella maggioranza delle province italiane, con l’aggravante di non avere dallo Stato la benché minima attenzione. Tra l’altro il pesantissimo prelievo di risorse dalle entrate dell’ente da parte dello Stato, va letto come un vero atto di ‘dispotica violenza’ per le casse della provincia.

Appare assurdo costatare, infatti, come nessun’altra istituzione sia stata forzatamente chiamata in misura così elevata a contribuire al risanamento dei conti pubblici, e questo dato la dice lunga sulla considerazione del governo e del Parlamento su questo ente incardinato nella struttura costituzionale e con 150 anni di storia. Non si ha il coraggio di sopprimerlo, ma si limita gradualmente l’ossigeno della sopravvivenza. I costanti tagli dei trasferimenti ormai divenuti inesistenti, inoltre, non forniscono certamente garanzie e serenità per il personale della Provincia, oltre a produrre il deterioramento del patrimonio pubblico (strade, scuole, ponti, etc.) con il pericolo, oltretutto, di pregiudicare la sicurezza stessa dei cittadini. In altre parole, con la mancanza cronica di risorse, la sicurezza degli edifici scolastici e le opere pubbliche rimarranno a rischio.

E la situazione di criticità non è solo locale. Basti pensare come in Italia solo il 7,8% degli istituti è costruito con criteri antisismici e il 70% del totale non ha un certificato di prevenzione incendi. In questa situazione la risposta del nostro ente alle vessazioni dello stato centrale, purtroppo, si traduce nell’inasprimento fiscale dei tributi di propria competenza portati ormai ai massimi livelli: valga come esempio, l’imposta provinciale di trascrizione IPT nella misura massima del 30% che rappresenta il 50,51% delle entrate tributarie della Provincia o, ancora, la RC auto con un’aliquota del 16% che equivale al 38,73% delle citate entrate dell’ente di piazza dei Caduti.

E continuando a stare sui numeri, fra le entrate extatributarie vi sono gli utili da società partecipate ormai conferite a Ravenna Holding con dividendi distribuiti nell’anno 2018 riferiti all’anno precedente pari ad euro 574.500,00 ma in diminuzione rispetto agli utili percepiti direttamente dalla Provincia nell’anno 2015 (822.399,009) e nel 2016 (694.673,00). Un altro capitolo ‘corposo’ riguarda le sanzioni in materia di violazione del codice della strada (autovelox) con una previsione di entrata pari a 4.960.000,00 euro di cui 200.000,00 provenienti dai Comuni che non mancano spesso di ritardare i dovuti trasferimenti alla Provincia.

Quella delle multe, insomma, è una cifra considerevole ma va ricordato come una parte di queste entrate sono inserite nel fondo crediti di dubbia esigibilità per 1.460.000,00 euro corrispondente al 31% dell’importo dei verbali. Di fatto, quante andranno a buon fine?

La situazione complessiva, dunque, prolunga l’agonia della Provincia il cui futuro non appare certo roseo con investimenti ridotti al lumicino e sforzi elevati per la manutenzione di scuole e strade”.