Domani sera alle 21 al Pala De Andrè il lungo di Cento incontra il suo passato giallorosso

In estate, dopo due stagioni ricche di emozioni e grandi risultati con l’OraSì, ha sposato il progetto della neo-promossa Baltur Cento. Ma Alberto Chiumenti non dimentica gli anni passati in giallorosso.

Lungo classe ’87, “Chiumo”, come lo chiamano gli amici più cari, è cresciuto nel vivaio della Fortitudo ed è stato anche nel roster vincitore dello scudetto 2005, quello, per intendersi, del famoso tiro di Ruben Douglas convalidato al replay.

Lunghissima è la sua esperienza nella seconda categoria italiana, dalla Serie A Dilettanti disputata con Latina, alla Legadue, DNA Silver e Serie A2 Gold con Casalpusterlengo, di cui è considerato una bandiera. E anche nelle ultime due stagioni in maglia OraSì Chiumenti si è sempre distinto per la grinta e la leadership portata sul campo, oltre che per il suo marchio di fabbrica: il gancio destro dal post basso.

Per il lungo classe ’87, quindi, la partita di domani sera tra la sua Baltur, con cui viaggia nelle prime tre partite a 9 punti e 6 rimbalzi di media, e l’OraSì Ravenna al Pala De Andrè sarà una sorta di ritorno a casa. Ecco allora le sue impressioni in vista del match.

L’intervista

Chiumo, che sensazioni provi a tornare in quello che è stato il tuo palazzetto?

“Tornare a giocare a Ravenna sarà una grande emozione e una grande felicità. Si tratta di un posto in cui ho passato due anni meravigliosi a tutto tondo, sia in campo che fuori, e dove si era creato un forte legame con la città e i tifosi. Inoltre qua ho passato momenti indimenticabili come la semifinale playoff del primo anno e la finale di Coppa Italia del secondo.”

Cosa ti manca di più di Ravenna?

“Sicuramente le due cose che mi mancano di più della città sono il mare e i cappelletti, in particolare quelli di Beppe del Classensis.”

Con Cento siete partiti forte, che obiettivi credi possiate raggiungere?

“Siamo partiti bene vincendo le due partite in casa, anche se abbiamo perso il derby a Ferrara più per demerito nostro che per una superiorità loro. C’è tanto da lavorare ma siamo contenti perché la squadra c’è e possiamo far bene. Speriamo di continuare ad avere risultati positivi.”

Come ti trovi a giocare di fianco a un americano di categoria superiore come James White?

“White è un giocatore di livello assoluto, ma è anche una persona fantastica e un vero professionista. È un americano che lavora molto e non si tira mai indietro. Ma la cosa più bella da vedere è che, a 36 anni, dopo aver giocato nei massimi palcoscenici del mondo, ha ancora una grande voglia di giocare e di vincere.”

L’OraSì invece non ha cominciato bene la stagione, come la vedi?

“Naturalmente ho seguito Ravenna in questo avvio e non è certamente partita al meglio. Io però penso che i nuovi percorsi, soprattutto quando c’è un rinnovamento così radicale, abbiano bisogno di tempo per trovare la nuova dimensione giusta e assestarsi. I giocatori e le qualità ci sono, l’allenatore e lo staff sono di livello, quindi non penso ci sia troppo da preoccuparsi. Mi auguro che, naturalmente non domani ma da domenica, Ravenna possa ricominciare a vincere.”