Una lezione memorabile per il Giorno della Memoria

Una delle più importanti lezioni di sempre per i ragazzi di questa classe

Un giorno che rimarrà nella memoria dell’intera classe. 

Un giorno da non dimenticare proprio in occasione dell’arrivo della Giornata della Memoria. 

Un gesto bellissimo e profondamente educativo quello compiuto da un professore di lettere dell’Istituto paritario San Vincenzo de’ Paoli a Ravenna.

L’intento di tale “esperimento” non era solo quello di far comprendere ai ragazzi cosa significhi l’emarginazione per avvicinarli alla comprensione dei tragici avvenimenti in questione, ma anche, e soprattutto, per insegnare a tutta la classe l’importanza di non sottomettersi alle regole immotivate, di non adottare mai un atteggimaneto di passiva rassegnazione, l’importanza della giusta ribellione.

Ecco cos’ha fatto il professore

Come riporta La Repubblica, il prof. Diego Baroncini, avrebbe fatto dividere la classe in due gruppi: uno formato da tutti coloro che fossero nati a Ravenna, l’altro formato da chi invece è nato altrove, ma vive nel ravennate. 

Dopodichè, ha affermato che coloro che no fossero “Ravennati puri”, ovvero nati a Ravenna, non avrebbero più potuto seguire le lezioni a scuola, ma non solo: il docente, di fronte ai loro sguardi attoniti, ha detto loro di togliere occhiali, scarpe, orologi, cinture e quant’altro invitando addirittura le ragazze a nascondere i capelli, simulando una spoliazione nazista.

Gli studenti, ai quali era chiara l’intenzione del professore di far provare loro ciò che gli ebrei provavano durante le deportazioni, sono rimasti molto colpiti dall’esperimento ed hanno affermato di essersi sentiti imbarazzati o turbati. 

Una lezione contro l’accettazione passiva

Il docente ha infine invitato i suoi studenti, i quali erano rimasti in silenzio, a “ribellarsi” alle imposizioni sbagliate come quella alla quale li aveva appena sottoposti.