Interrogazione al sindaco da parte di Perini (AmaRavenna)

“Una strada o una piazza a Ravenna per Giorgio Gaber: un omaggio all’uomo e all’artista”

Riportiamo di seguito un’interrogazione con risposta in Consiglio Comunale indirizzata al sindaco di Ravenna Michele de Pascale da parte di Daniele Perini, consigliere comunale – capogruppo AmaRavenna.

La richiesta è quella di dedicare al celebre artista Giorgio Gaber, una strada o una piazza nella città bizantina. 

L’interrogazione a Michele de Pascale da parte di Daniele Perini

“Premesso che

Giorgio Gaber, 1939 – 2003, ha rappresentato, comunque la si pensi, un artista ed un personaggio pubblico in grado di attraversare con la sua opera tutta la seconda metà del ‘900, lasciando un segno indelebile;

considerato che

la sua è stata un’attività versatile e poliedrica, da cantautore a commediografo, da regista teatrale ad attore teatrale tra i più influenti dello spettacolo e della musica italiana nel secondo dopoguerra;

evidenziato che

Gaber ha mostrato la forza di trasmettere emozioni vere, i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti come l’amore, indicando che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina per le strade sono uomini e persone uguali a noi;

ricordato

il profondo legame che ha unito l’artista alla realtà ravennate, spesso presente al teatro Alighieri con i propri spettacoli, tra cui il “Signor G”, che è poi lo stesso Gaber, una persona piena di contraddizione e di dolori, un signore come tutti

Si chiede al Sindaco, nonché Presidente della Provincia, e alla Giunta

di considerare in maniera adeguata la proposta di intitolare a Giorgio Gaber una strada o una piazza della città, in ricordo di un personaggio che ci ha fatto sognare, commuovere, riflettere e continua a farlo”.

Chi è Giorgio Gaber

Giorgio Gaber: Il pubblico italiano lo chiamava affettuosamente il Signor G (dal nome del suo alter ego teatrale), che è anche il nome di un suo spettacolo tatrale che, fra l’altro, ha messo in scena anche al Teatro Alighieri di Ravenna. 

Per i critici è stato l’ultimo intellettuale di una generazione ormai estinta, un artista a tutto tondo in grado di dare il meglio di sé con il rock e con la scrittura teatrale, in TV o su un palcoscenico.

Nato a Milano, come Giorgio Gaberscik, e morto a Montemagno di Camaiore nel gennaio del 2003, iniziò a strimpellare la chitarra fin da piccolo, entrando a 18 anni nel gruppo Rock Boys, formato da Adriano Celentano ed Enzo Jannacci. Con quest’ultimo e Luigi Tenco formò un gruppo tutto suo, i “Rocky Mountains Old Times Stompers”, con cui si fece largo sulla scena rock di fine anni Cinquanta.

I successi nazionali arrivarono nel decennio successivo, con ballate pop come La ballata del Cerruti e “Torpedo blu”, che lo videro raccogliere consensi nelle principali kermesse, dal Festival di Sanremo a Canzonissima.

Poi la svolta degli anni Settanta: scelse il teatro come sua dimensione ideale, alternando canzoni a monologhi che con spietata ironia ritraevano fedelmente la società di quel tempo.

Dal quel momento divenne “Il Signor G”, uno sdoppiamento di se stesso, protagonista di spettacoli destinati a fare scuola.

Autore di testi ricercati e d’impegno, lasciò canzoni ancora attuali, su tutte Il conformista e Io non mi sento italiano.