Tardi (CambieRÀ) e Ancarani (FI) tornano a lanciare l’allarme sanità dopo la presa di posizione del Vicesindaco Fusignani

Intervengono nuovamente sul tema delle criticità all’Ospedale di Ravenna i consiglieri Samantha Tardi (CambieRÀ) e Alberto Ancarani (FI) che, in seguito alla presa di posizione del Vicesindaco Eugenio Fusignani, si chiedono: “ora che lo dice anche il PRI, De Pascale intende intervenire o continuerà a far finta di nulla?”

In una nota diffusa oggi, lunedì 18 febbraio, i due consiglieri rivendicano di occuparsi da mesi ormai della situazione dell’ospedale cittadino: “Ci allieta l’idea che almeno il PRI, in maggioranza nella nostra città e rappresentato tra l’altro dal vicesindaco in persona, sia allineato alla nostra idea e non taccia di fronte a cotanto sfacelo”.

Le criticità

“Sono mesi – prosegue la nota – che trattiamo la questione ostetricia e ginecologia affermando che il convoglio di tutti i parti considerati ‘a rischio’ al nostro ospedale, rispetto ai nosocomi di Lugo e Faenza, non solo affoga e soffoca l’ospedale ravennate, ma crea un grave problema di carenza di expertise nei medici dei presidi limitrofi che si ritrovano a trattare pazienti una volta ogni morte di papa”.

La polemica riguarda soprattutto le condizioni di lavoro della medicina di Ravenna, dove il numero di pazienti per medico è esagerato e i medici, in caso di turno notturno, spesso “affrontano le notti da soli con 120/130 pazienti in reparto più quasi 30 appoggi in tutto il nosocomio”.

“La Chirurgia di Ravenna ha visto sì un aumento di 2 unità in termini di medici – segnalano Tardi e Ancarani –, ma ha visto giornate in cui, su circa 35 letti, i reali pazienti chirurgici erano 6, mentre tutti gli altri appoggiati da altri reparti, lasciando conseguentemente in ulteriore attesa pazienti destinati ad interventi non urgenti, ma pur sempre aventi diritto ad un letto chirurgico”. Secondo i consiglieri in questo caso ci sarebbe la volontà politica di depotenziare il reparto, con anche un incanalamento di pazienti verso Faenza e Forlì per gli interventi più importanti.

Nella nota si segnala inoltre una carenza di radiologi, ma soprattutto, si sottolinea “ci troviamo di fronte ad un soffocamento dell’Unità Operativa dettata dalla continua mancata assegnazione, da parte del triage di Pronto Soccorso, di codici bianchi differibili.  In presenza di dolori atraumatici persistenti da 15 giorni, il triage dovrebbe assegnare un codice bianco, mentre, sempre più spesso, viene assegnato un codice verde, grazie al quale il paziente in questione, che si è presentato in Pronto Soccorso, ottiene di diritto la facoltà di ricevere immediatamente un’indagine radiologica, anche alle 4 del mattino, senza considerare che, a fine turno notturno, un medico radiologo si ritrova a refertare centinaia di piccole questioni, con rischio di errore clinico sul trauma importante”.