Dopo il ricorso in appello alla condanna in primo grado all’ergastolo il caso è ancora sotto ai riflettori

Il caso Ballestri a “La vita in diretta” su Rai1

Nella puntata di martedì 26 febbraio de ‘La vita in diretta’, programma in onda su Rai 1, è stato affrontato e ricostruito il processo di Matteo Cagnoni: il dermatologo ravennate che ha ucciso la moglie, Giulia Ballestri, il 16 settembre 2016.

Il caso sta avendo in questi giorni molta diffusione in quanto i legali dell’uomo, condannato all’ergastolo, hanno presentato il ricorso in appello alla condanna in primo grado all’ergastolo.

La puntata è stata arricchita dalla presenza e soprattutto dall’intervento in studio dello psichiatra Gaudio Santini, che ha tentato di ricostruire cosa fosse scattato nella mente del dermatologo e quali siano stati i processi mentali che l’hanno mosso a compiere tale crudeltà.

Egli ha sostenuto in puntata che Cagnoni abbia agito così perché avrebbe sentito, quando la moglie l’ha lasciato per un nuovo compagno, di “aver perso tutto”, moglie e figli, quindi avrebbe percepito di aver perso il controllo ed è ciò che avrebbe scatenato il brutale gesto.

Lo psichiatra definisce infatti l’omicidio come “grossolano e disorganizzato”, anche per via delle tracce lasciate sul luogo del delitto.

Lo psichiatra inoltre sottolinea come l’uomo fosse consapevole del gesto e guidato dalla rabbia.

“Lui perde quello che voleva, dobbiamo riflettere sul voglio: il voglio è dei bambini e dei padroni, questo mi sembra il secondo caso.

Penso che lei avesse capito qualcosa: c’è stata un aggressione di Cagnoni col nuovo compagno di Giulia, inoltre la moglie doveva seguire le regole che imponeva lui. Questo ci dice che lui cercava di mantenere una sorta di facciata, probabilmente quella che ha cercato di mantenere per tutta la vita; poi a un certo punto non ce la fa più. La ferita narcisistica è insanabile. Lui è un professionista affermato di una famiglia affermata, tre figli, una moglie: non può accettare un tradimento con un uomo che, a suo dire, è inferiore a lui” afferma Santini.

Sarebbe stata quindi l’idea di perdere la possibilità di controllare la moglie ad averlo portato a perdere il controllo sui propri impulsi fatti allora di rancore e rabbia.

“Sotto alla sua facciata di sicurezza c’è una grande fragilità, la necessità di dimostrare che si è qualcuno. – afferma ancora lo psichiatra – Il narcisismo nasconde sempre un vuoto, e molto probabilmente la rottura con Giulia ha tolto il coperchio e ha mostrato questo vuoto”.

 

 

 

Le tappe della vicenda