L’idea di Ivan Simonini, Presidente del Comitato Scientifico del Salone dei Mosaici

La proposta di Ivan Simonini

Riportiamo di seguito il comunicato stampa inviatoci da Ivan Simonini, Presidente del Comitato Scientifico del Salone dei Mosaici, che (prendendo iniziativa a seguito delle tante voci che si sono alzate in questa settimana a proposito delle proteste sull’utilizzo del Grande Ferro R di Burri come caffetteria per l’OMC 2019) propone l’avvio di un percorso di visite guidate ai tanti monumenti d’arte contemporanea disseminati all’aperto nella città bizantina per poter dare loro il valore dovuto.

Ravenna è una città d’arte, non solo storica, ma anche contemporanea e non è corretto né giusto mettere in risalto solo la prima senza approfondire la seconda.

Per un percorso cittadino dentro l’arte contemporanea

“Ho sempre sognato di alzarmi al mattino e andare a far colazione nel Mausoleo di Galla Placidia o sotto l’abside di San Vitale. Ma lì non c’è il bar. Mica Teodora è di mia proprietà: è di tutti. In alternativa, mi piacerebbe moltissimo prendere il caffè sotto il Grande Ferro R di Burri. Ma non si potrebbe, giacché anche quello è patrimonio della collettività e non mio personale.

Si batte il ferro quando è caldo. Tra i vari fragori di questi giorni sul Grande Ferro R, il più assordante è il silenzio dell’Amministrazione Comunale. E dire che basterebbe poco per avviare la soluzione del problema e trarre dallo “scempio” una ricaduta positiva per la Cultura e il Turismo nella nostra città.

Basterebbe avviare (in concorso tra pubblico e privato) un percorso di visite guidate agli ormai tanti monumenti d’arte contemporanea disseminati all’aperto, negli esterni di Ravenna ( ebbi modo di proporlo al Comune un paio d’anni fa). Con poca spesa, i fortunati visitatori ammirerebbero, oltre al Grande Ferro R di Alberto Burri al Pala de Andrè, anche il cavallo di Mimmo Paladino davanti alla Loggetta, la fontana di Marco Bravura al Foro Boario, il Parco della Pace tra lo stadio e l’ospedale, la scultura di Gió Pomodoro al Ponte degli Allocchi e molte altre opere d’arte solo apparentemente minori sparse in giro. E perché no, i mega affreschi murali realizzati sui condomìni, soprattutto nel Quartiere Darsena, il Dante del Kobra sul muro del Mordani o gli interventi “clandestini” di artisti di strada famosi come Invader e Blub.

Se poi si volesse approfondire l’argomento dell’arte contemporanea in città, non mancano certo gli interni prestigiosi, a partire dai quattro capolavori novecenteschi del Salone dei Mosaici che sono il ciclo musivo parietale più importante a Ravenna dopo i cicli bizantini. Ecco, lì, nel Salone dei Mosaici della Casa del Mutilato di Piazza Kennedy, puoi sederti, prendere un caffè, goderti l’arte contemporanea e nessuno ti dice niente”.