La Pigna attacca la Giunta definendo le modalità della scelta del logo dantesco degna de “La Corrida di Corrado – Dilettanti allo sbaraglio”

Il logo vincitore ideato da Matilde Studio di CesenaSi è svolta nella serata di ieri, lunedì 29, al Teatro Rasi, la chiamata pubblica che ha portato i cittadini a votare il logo e il naming per le celebrazioni di Dante 2021. A vincere è stato “Viva Dante”, ideato da Matilde Studio di Cesena, ma nelle ore successive alla serata si è scatenata la polemica sui 3 loghi scelti dalla giuria di tecnici e sottoposti al voto del pubblico.

La votazione

Nel corso della serata i tre loghi e i relativi naming, precedentemente scelti, tra 29 proposte pervenute, da una giuria di qualità costituita da cinque esperti, sono stati illustrati al pubblico dagli ideatori per meglio far comprendere il messaggio che intendevano legare alla città, a Dante e ai valori universali e plurali della sua opera.

Per la proposta di Matilde Studio hanno votato 176 persone su 291. Al secondo posto si è classificato il progetto proposto da Social Design srl (Firenze); al terzo quello di Menabò group (Forlì).

Le polemiche

Il logo arrivato secondo ideato da Social Design srl (Firenze)Da diverse parti sono arrivate critiche a tutte e 3 le proposte, e in molti si sono chiesti con quale criterio siano stati selezionati dalla giuria composta da Giulio Ceppi, architetto dottore di ricerca in Disegno industriale presso il Politecnico di Milano, Giulio Blasi, semiologo, amministratore delegato di Horizons Unlimited, Marianna Panebarco, general manager Panebarco &c sas, esperta di comunicazione digitale, Mimmo Berterame, amministratore delegato di Gusto italian design studio che realizza consulenze professionali nella progettazione e nella pianificazione di campagne su scala nazionale ed internazionale, con new e classic media, e Maurizio Tarantino, dirigente Unità operativa Politiche e attività culturali, direttore dell’Istituzione Biblioteca Classense e Istituzione Museo d’arte della città. Pare che qualcuno tra gli avventori abbia preferito proprio non votare, ritenendo nessuno dei loghi soddisfacente.

L’attacco de La Pigna

Al termine della serata La Pigna attacca la Giunta definendo le modalità della scelta del logo dantesco e del naming per le celebrazioni del VII Centenario della morte di Dante Alighieri del Comune di Ravenna degni della trasmissione “La Corrida di Corrado – Dilettanti allo sbaraglio”.

“Con la scusa della ‘partecipazione popolare’ – attacca La Pigna – la dirigenza e l’assessorato alla cultura Il logo arrivato terzo ideato da Menabò group (Forlì)continuano a sviare la responsabilità delle scelte che sono chiamati a fare, e per le quali sono ben pagati, scaricandola sul pubblico. Ma è evidente che questo non è un modello applicabile sempre e comunque e che in talune occasioni di particolare rilevanza, come quella delle celebrazioni dantesche, sarebbe più opportuno un intervento tecnico e di qualità”.