Giovanni Nobili su Linea Verde

Giovanni Nobili, sui Rai 1 al Bosco della Mesola

Una puntata all’insegna della conoscenza e del rispetto della fauna del territorio quella di Linea Verde andata in onda ieri, 4 aprile, su Rai1, che ha visto il comandante Reparto Carabinieri Biodiversità Ravenna, Giovanni Nobili, fare luce su di un’importante specie di cervo che vive nella riserva naturale del “Boscone della Mesola”, ma che anni fa ha rischiato l’estinzione.

Il comandante Reparto Carabinieri Biodiversità Ravenna, Giovanni Nobili (puntata di Linea Verde su Rai1)

Il Cervo della Mesola

Si tratta di una popolazione unica a livello nazionale, è una sottospecie del cervo italico e gli specialisti la considerano il residuo dei cervi che un tempo abitavano tutta la penisola.

“Questo è un territorio che un tempo è stato capace di conservare questo gioiello” afferma Nobili.

Il Cervo di Mesola (puntata di Linea Verde su Rai1)

Dopo la presentazione della specie, il comandante Reparto Carabinieri Biodiversità Ravenna, ci spiega come viene gestita la presenza di tale tipologia di cervo sul territorio: “Questa popolazione viene gestita come se fosse del tutto selvatica: viene fatto un monitoraggio sanitario e genetico negli anni. Solo in casi particolari vengono forniti degli alimenti a supporto nel periodo critico, ad esempio a seguito di estati siccitose o dopo forti nevicate”.

L’esistenza del cervo di Mesola non è stata però sempre facile, tanto che, come spiega Nobili nel servizio di Linea Verde: “Nel dopoguerra si parlava di una presenza di non più di una decina di esemplari, mentre attualmente sono circa 300 e ora bisogna guardare al futuro”.

Il Cervo di Mesola (puntata di Linea Verde su Rai1)

A proposito del futuro della specie, il comandante spiega che: “Ora si sta valutando se in altre zone, come ad esempio in Calabria, ci siano aree adatte per la sopravvivenza del cervo di Mesola, ovvero luoghi naturali idonei per questo animale, ma è necessario che in tale sito non vivano già i cervi rossi europei (Cervo Nobile), perché dall’incrocio dei due si perderebbe l’unicità del cervo di Mesola minando quindi la biodiversità”.