Si è svolta oggi, lunedì 1 luglio, al Palazzo Merlato, l’annunciata conferenza stampa indetta dalla coalizione tra i gruppi consiliari di Lista per Ravenna, Lega Nord e Forza Italia, attiva nell’amministrazione comunale di Ravenna, a cui ha preso parte Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega, presidente della commissione n. 1 “Bilancio, Affari generali ed istituzionali” e componente della commissione n. 3 “Territorio, Ambiente e Mobilità”, in cui è relatore del PRIT 2025 per conto dell’opposizione. Erano presenti i capigruppo locali Alvaro Ancisi, Samantha Gardin e Alberto Ancarani. Scopo dell’incontro con la stampa è stato mettere a fuoco lo stato dell’arte di tre importanti problemi della viabilità regionale, a cui Ravenna è particolarmente interessata, quali la realizzazione di una “nuova” Ravegnana tra Ravenna e Forlì e delle due varianti della statale Adriatica esterne rispettivamente a Fosso Ghiaia-Mirabilandia e a Camerlona-Mezzano-Glorie.

L’intesa politica

“Fondamentale perché se ne possa prospettare la fattibilità – ha ribadito Pompignoli – è che tali interventi entrino nel PRIT 2025, cioè la nuova edizione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti, che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna adotterà il 9 luglio prossimo, dopo un’istruttoria durata quasi quattro anni. Decisiva al riguardo è stata, da un lato, la determinazione e la pressione che i tre gruppi ravennati hanno lungamente esercitato sul piano locale affinché il PD non si sottraesse ulteriormente a riconoscere la necessità e l’urgenza di queste opere, che il PRIT 1998, vigente tuttora, non ha mai neppure nominato; dall’altro, il rapporto stretto e intenso instaurato con essi, onde raggiungere l’obiettivo, dallo stesso Pompignoli, tramite Alvaro Ancisi, che ha voluto ringraziare per il ‘gran lavoro svolto'”. 

La ‘nuova’ Ravegnana

Primo tema affrontato è stata la “nuova” Ravegnana, di cui, spiegano le opposizioni: ”non si sarebbe parlato nemmeno nel PRIT 2025 se giovedì scorso, ultimo passaggio prima della sua adozione, Pompignoli, accogliendo la proposta di Ancisi, non avesse presentato in commissione l’emendamento volto ad ‘inserire nello scenario tendenziale del PRIT 2025 la realizzazione di un nuovo tratto di strada extraurbana tra l’uscita Standiana-Mirabilandia dell’E45 nel Comune di Ravenna e Forlì-Pieve Acquedotto’: tracciato ovviamente tutto da definire (come testimonia l’espressione ‘scenario tendenziale’) coi percorsi tecnici imposti dalla legislazione nazionale sulle opere pubbliche”.

“Perché non fosse bocciato, con risultato zero – spiegano i 4 -, è stato necessario riformulare l’emendamento prevedendo, per la Ravegnana, ‘interventi di riqualificazione e messa in sicurezza attraverso ampliamenti o varianti fuori sede da definire sulla base di un apposito progetto di fattibilità tecnico-economica di concerto con gli Enti locali coinvolti”. Così sottoscritto anche dal PD, l’emendamento è stato approvato, assicurandone l’ingresso nel nuovo PRIT. Significa: 1) che dovrà studiarsi al più presto un progetto che contemperi di ‘rinnovare’ la Ravegnana, allargandola o variandone il tracciato dove possibile, con la fattibilità di un tracciato esterno, inevitabilmente posto ad est del fiume Ronco, non potendo prescindere dall’utilizzazione parziale dell’E45, in quanto esistente; 2) e che saranno i Comuni di Ravenna e di Forlì a concertarne gli sviluppi. Al riguardo, Pompignoli ha rivelato, parlando anche come consigliere comunale di Forlì neo eletto, che tale emendamento, nella sua versione finale, ha ricevuto la condivisione dei due sindaci di Ravenna (centro-sinistra) e di Forlì (centro-destra), tanto che ne è stato programmato a giorni un primo incontro in Regione con l’assessore regionale ai Trasporti Donnini, a cui prenderà parte anche Pompignoli stesso”.

Le varianti dell’Adriatica

“Certo è ora che anche le varianti dell’Adriatica di Fosso Ghiaia e di Mezzano saranno inserite nel nuovo PRIT – sottolineano Ancisi, Gardin, Pompignoli e Ancarani -: la prima per decisione (sia pure molto tardiva) della Giunta regionale, la seconda grazie ad un emendamento presentato dal PD nella commissione di giovedì scorso. La “capitolazione” del PD, a seguito delle ventennali battaglie condotte a Ravenna dalle forze di opposizione più attive e incalzanti, non è però sufficiente. Il PD ha infatti bocciato gli emendamenti, elaborati al riguardo da Ancisi e presentati da Pompignoli, che in sostanza differiscono dai testi approvati solo per la richiesta che queste varianti siano considerate di priorità 1: ciò è necessario affinché se ne persegua la realizzazione entro il 2025 e non chissà mai. Pompignoli ha detto che è in atto, da parte della Regione, una verifica tecnica, in esito alla quale si verificherà la sorte di questi suoi emendamenti il 9 luglio, all’atto dell’adozione del nuovo PRIT da parte dell’Assemblea regionale. Sulla priorità delle due varianti non si mollerà comunque”.