Daniela Poggiali (foto di repertorio)

Cicerchia ha escluso macchinazioni ai danni dell’imputata

Poggiali, per il pg non ci sono state macchinazioni

Il sostituto procuratore generale bolognese Luciana Cicerchia ha chiesto ai giudici della Cassazione, come afferma Il Resto del Carlino, di annullare la sentenza della corte d’appello di Bologna datata 23 maggio 2019 con la quale venne assolta l’ex infermiera lughese di 46 anni Daniela Poggiali, accusata di avere ucciso una sua paziente con un’iniezione di potassio.

Stiamo parlando dell’8 aprile del 2014: la 78enne Rosa Calderoni morì all’ospedale Umberto I di Lugo dopo poche ore che era stata ricoverata.

A marzo 2016 il primo grado finì con la condanna all’ergastolo, tuttavia nel luglio 2017 la sentenza fu ribaltata e l’imputata scarcerata ritenendo che la morte naturale della Calderoni fosse più plausibile.

Nel luglio 2018 la Cassazione bocciò però l’assoluzione rinviando a un appello-bis.

La donna è stata poi assolta il 23 maggio 2019.

Come riporta il quotidiano in edicola oggi, con tale sentenza, la corte d’appello bolognese non solo aveva assolto la Poggiali, ma aveva anche trasmesso gli atti alla procura di Ravenna per il vaglio di eventuali false testimonianze, calunnie e simulazioni di reato.

Il procuratore generale ha invece escluso macchinazioni ai danni dell’imputata.

La Cassazione dovrà quindi fissare un’udienza nella quale decidere se l’assoluzione debba passare in giudicato o se il caso meriti il vaglio di un appello-ter.