Interrogazione al sindaco di Ravenna da parte di Ancisi (LpR)

Riportiamo di seguito il question time che Alvaro Ancisi (Capogruppo di Lista per Ravenna) ha posto al sindaco Michele de Pascale sulla necessità di predisporre programmi di Protezione civile atti a fronteggiare le emergenze ambientali e come agire al riguardo, dopo il caso della “pioggia nera” di questi giorni.

L’interrogazione

“I fatti sono indipendenti da come sono o non sono raccontati..

Ieri, fors’anche già di notte, è precipitata, su una vasta area urbanizzata del nord città, polvere di nerofumo. Dall’allegata scheda tecnica sulla sicurezza del nerofumo (“carbon black”), si ricava che, pur non attendendosi dalla sua ingestione “affetti avversi sulla salute”, esso, in quanto costituito da “particelle piccolissime di polvere nera, più piccole dei pori della pelle”, può generare “irritazione meccanica, sporcizia e secchezza della pelle”. Potendo anche essere “irritante per le vie respiratorie”, occorre dunque “evitarne il contatto”. È inoltre classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca del Cancro (IARC), come “sostanza del Gruppo 2B (possibile cancerogene per l’ essere umano)”.

Tecnici del Consorzio di Bonifica, presenti alle prime ore dell’alba in zona Bassette, si sono accorti avvertendo irritazione e bruciore alla gola, che dal cielo pioveva acqua nera. Solo casualmente è stata dunque successivamente informata l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (ARPAE), idonea a ricercare e a fronteggiare le cause dell’evidente emergenza, non escludendo l’immediata informazione alla popolazione, nonché a proporre alle Autorità competenti gli adempimenti e gli interventi di competenza.

L’informazione tempestiva alla cittadinanza è stata però data solo da Lista per Ravenna, esattamente alle 9.43, tramite un comunicato del coordinatore dei propri consiglieri territoriali, Gianluca Benzoni, pubblicato dalla stampa a decorrere dalle 10.30 (http://www.comune.ra.it/Comune/Consiglio-Comunale/Gruppi-consiliari/Comunicazione-dei-Gruppi/Gruppo-Consiliare-Lista-per-Ravenna/Comunicati-interventi-e-iniziative/Pioggia-nera-sulle-Bassette-a-Ravenna). Le foto dello strato di polvere nera sulle dita delle persone, sulle loro auto e sul terreno, pubblicate da tutti i giornali, sono state trasmesse da lui. Alle 12.42, ho prodotto il mio primo question time al sindaco, ora integrato con questo.

ARPAE si è recata su posto, presso l’idrovora sullo Scolo Canala in via degli Zingari, solo alle 11.23 (dunque, “non in breve” dai fatti), verbalizzando “la presenza di un velo nero superficiale presumibilmente di NdC (Nero di Carbonio)”. Solamente dalle 17.15 è uscito sulla stampa il suo comunicato, secondo cui “si è trattato di una fuoriuscita di carbon black” da un’azienda di via Baiona, “avvenuta a causa di un errore umano”. Dai primi accertamenti, “considerata la limitata area interessata (zona Idrovora Consorzio di Bonifica), il tipo di materiale (carbonio) e le favorevoli condizioni meteorologiche che hanno evitato la dispersione della polvere in atmosfera (pioggia a partire dalle ore immediatamente successive all’evento), non sembrano – dice ARPAE – esserci state particolari conseguenze per l’ambiente”. L’errore umano è sempre scusabile, ma l’area interessata non sembra tanto “limitata”, dato che la “pioggia nera” è precipitata su una zona estesa tra il comparto petrolchimico e le Bassette, comprendente anche via Baiona, lo scolo Cupa e il canale Fagiolo. Né si può contare sulla caduta di pioggia per difendersi dal nerofumo.

L’ INAZIONE

Al di là di quello interno all’azienda interessata, il preallarme avrebbe dovuto essere trasmesso immediatamente, secondo ragionevolezza, almeno ad un indirizzo di Protezione civile locale. Il sindaco ne è autorità territoriale riguardo alle articolazioni appartenenti o dipendenti dal proprio Comune.

D’altra parte, il fatto di ieri è inquadrabile nel fenomeno ricavabile dal commento di una nostra lettrice: “La notizia è disarmante. A volte in quella zona bisogna coprirsi la bocca con un fazzoletto per non respirare gli acidi che sono nell’aria e che fanno bruciare la gola. Si bloccano le auto e i camini dei privati cittadini (con le ordinanze dei Piani Aria cosiddetti antismog, nda), senza intervenire laddove rischi e pericoli dovrebbero prioritariamente richiedere attenzione costante e, all’occorrenza, interventi immediati e decisi”. Va da sé che compito di Protezione civile dovrebbe essere anche informare in tal caso la popolazione, dettando le relative norme di comportamento. Il tutto tramite un’adeguata definizione di protocolli sulla base dei quali le imprese possano rapportarsi convenientemente allo scopo col servizio pubblico, ma che, a giudicare da quanto sopra, non sembrano sussistere.

Sulla necessità di predisporre programmi di Protezione civile atti a fronteggiare le emergenze ambientali e per come agire convenientemente al riguardo, interrogo dunque la disponibilità del sindaco”.