L’intervento di Emanuele Panizza del Gruppo Misto

 

 

“Dopo vari comunicati stampa, question time e interrogazioni da me presentati in Comune, in merito al superamento delle barriere architettoniche relative al Museo Classis, avrei pensato che l’Amministrazione avrebbe fatto tesoro di quanto evidenziato e che il Mercato Coperto avrebbe rispettato non solo quanto previsto dalla normativa, ma sarebbe stato un punto di vanto per la Città da tutti i punti di vista, tra cui la piena accessibilità e fruibilità da parte dei disabili”,
commenta in una nota Emanuele Panizza, capogruppo Gruppo Misto, Comune di Ravenna.

“Il riscontrare, invece, che i 3 bagni (maschili) riservati ai disabili sono tutti sprovvisti di “maniglione” è quanto meno “disarmante” e tra l’altro, in uno dei 3, i sanitari sono stati disposti senza rispettare gli spazi per permettere alla carrozzina di affiancarsi alla tazza del WC.

Inoltre, di tutti gli accessi alla struttura solo quello principale in via Andrea Costa è accessibile ai disabili, mentre tutti gli altri presentano scalini senza montascale; ora quanto meno, per ragioni di sicurezza, andava pensato anche un altro accesso per i disabili come quello sulla via Ponte Marino, facilmente raggiungibile in automobile. Quanto evidenziato sarebbe stato opportuno e potrà ancora essere realizzato soltanto con un incremento dei costi; dopo quanto successo per il Museo Classis ed avendo più volte espresso la mia piena disponibilità ad esaminare preventivamente il progetto, ritengo che quanto esposto sia avvilente”.

Continua il consigliere: “In ultimo l’ascensore: avevo suggerito di dotare la struttura di 2 ascensori di cui uno alimentato anche con generatore di emergenza; mi è stato risposto che ormai il progetto ne prevedeva uno solo e che non l’avrebbero modificato, ma mi sarei quanto meno aspettato che lo avessero realizzato di dimensioni adeguate e ben più generose di quello presente… temo, infatti, che persone di stazza “importante”, con relativa carrozzina, faranno ben fatica ad entrare.

Si è persa un’altra occasione per realizzare una struttura pienamente confacente alle esigenze di tutti e per l’ennesima volta verranno sprecati dei soldi per correggere gli errori “banali” fatti, che avrebbero potuto facilmente essere evitati se avessero coinvolto me o un’altra persona disabile in carrozzina nell’esaminare il progetto”.