Cosa faccio se sono stato truffato? Come ottengo il rimborso?

Truffe al bancomat: attenzione

Sempre più ci troviamo a dover far uso del bancomat, il quale sta progressivamente sostituendo la moneta fisica per moltissimi italiani. Bisogna però essere sempre vigili durante il suo utilizzo, sia durante i pagamenti, ma soprattutto durante i prelievi allo sportello, per evitare truffe che, ultimamente, si fanno sempre più ricorrenti.

Ecco quindi i quattro casi più diffusi di truffa verso cui l’Unione Nazionale Consumatori mette in allarme e i consigli per prevenire tali situazioni e per porvi rimedio nel caso in cui si cada vittime dei malintenzionati.

I 4 metodi più diffusi con sui i malfattori truffano le loro vittime

  1. Chiaramente, uno dei metodi più diffusi per un prelievo fraudolento consiste nell’osservare il pin della carta della vittima, magari quando sta pagando in un negozio o al momento del prelievo allo sportello, dopodiché procedere (ad esempio clonando la carta) a una serie di prelievi fraudolenti.
  2. Alcune truffe invece verrebbero compiute da vere e proprie squadre di malfattori che seguono la potenziale vittima allo sportello della banca, dopodiché uno dei truffatori ha il compito di carpire il codice, una seconda persona invece, di distrarre il mal capitato mostrandogli una banconota a terra e, invitandolo a raccoglierla, lo fa allontanare di qualche centimetro dallo sportello, secondi durante il quale un terzo complice sostituisce la carta vera con una fasulla. La banda, una volta a conoscenza del codice e in possesso della vera carta, può portare a termine il proprio colpo.
  3. Ulteriore tecnica spesso utilizzata è quella del cosiddetto “trapping” che consiste nell’ostruire la fessura dello sportello da cui dovrebbero uscire i soldi con una finta maglia che impedisce al denaro di uscire, quando la vittima si allontana per chiedere aiuto i truffatori rimuovono la maglia finta, prendono il denaro che nel frattempo è rimasto arrotolato alla maglia e scappano con il bottino.
  4. Altro caso molto diffuso è quello della clonazione della carta, ecco alcuni consigli per difendersi da questa eventualità.

Come proteggersi?

I suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori da tenere a mente quando si ha a che fare con bancomat o carte di credito:

  • cercare sempre di ostruire la visuale a chi è intorno quando si inserisce il pin, alcuni ATM hanno adottato protezioni per i propri clienti ad esempio nascondendo il tastierino, qualora queste protezioni non siano presenti frapporre il nostro corpo tra gli altri e la tastiera;
  • prelevando allo sportello non lasciare che con una scusa possano farci distogliere lo sguardo dalla carta o dal monitor, solo una volta terminata l’operazione voltarsi;
  • nel caso in cui dallo sportello non escano i contanti nonostante la ricevuta affermi il contrario non allontanarsi ma lasciare che sia qualcun altro ad andare a chiedere supporto al personale della banca, così facendo impediremo a eventuali truffatori di poter rimuovere, come nel caso del trapping, la maglia finta;
  • attenzione alle carte che permettono pagamenti contactless poiché si registrano sempre più episodi spiacevoli in cui, avvicinando un POS al portafogli o alla borsa, è possibile effettuare più pagamenti (da 25 o 30 euro a seconda della banca che ha emesso la carta) senza la necessità di inserire il pin tenendo così la vittima all’oscuro di tutto. Si può chiedere al proprio istituto di credito di fornirci una carta che non preveda pagamenti contactless.

Per i rimborsi?

E’ importante sapere che, in caso di prelievi o pagamenti fraudolenti, non esiste una scadenza per sporgere denuncia.

Si consiglia tuttavia di farlo il prima possibile, in questo modo l’istituto di credito dovrà conservare le registrazioni video dello sportello, utili a certificare l’avvenuto prelievo fraudolento.

Per ottenere il rimborso della denaro che ci hanno sottratto indebitamente, occorre inviare alla nostra banca, tramite lettera raccomandata, sia la denuncia sporta alle autorità, sia il reclamo per ottenere il risarcimento.

La banca è tenuta a fornirci una risposta entro 30 giorni, qualora la risposta fosse negativa e quindi l’istituto ci rifiuti il rimborso, si può fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.