Secondo gli ambientalisti le misure emergenziali non sono sufficienti a tutelare la salute dei cittadini

Smog alle stelle, la pianura padana boccheggia e Legambiente torna ad intervenire sui provvedimenti temporanei di limitazione al traffico per ridurre l’inquinamento atmosferico: “misure tampone che rischiano di avere un impatto minimo sulla qualità dell’aria e la salute dei cittadini”.

“Dall’inizio dell’anno sono stati più i giorni i cui l’aria è stata irrespirabile rispetto a quelli in cui le polveri sottili sono rimaste, anche se di poco, entro i limiti di legge – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna – i dati ARPAE di questi giorni parlano di un problema per la salute dei cittadini che riguarda praticamente l’intera Regione. Come si può pensare quindi di risolverlo limitando il traffico in poche strade del centro di Lugo?”.

In seguito alla pubblicazione del bollettino regionale sulla qualità dell’aria che evidenzia in quasi tutta la regione uno sforamento del livello ammesso di polveri sottili, sono infatti scattate fino al 16 gennaio le misure emergenziali. In pratica si tratta del divieto di circolazione ai veicoli diesel di categoria inferiore o uguale a Euro 4 in alcune strade del centro, mentre in tutto il territorio di Lugo è disposto l’abbassamento del riscaldamento a 19 gradi in case e uffici e a 17 per le attività produttive, oltre a limitazioni per le biomasse e lo spandimento dei liquami.

“Tutto qui? – commenta Rambelli – siamo di fronte ad un problema che riguarda oramai da tempo l’intera pianura padana. Non è realistico pensare di risolverlo con qualche misura tampone, estremamente limitata nella portata e nell’estensione. La mobilitazione dei ragazzi dei “Fridays for Future” ci dice che l’attuale modello di sviluppo non è più sostenibile e dobbiamo cambiarlo rapidamente. A Lugo invece nelle ultime settimane è stata addirittura avviata una raccolta firme contro la pista ciclabile di via Emaldi perché elimina qualche decina di parcheggi, togliendo un po’ di posto alle auto in centro”.

Secondo Legambiente non ci si può più fermare ai buoni propositi, ma è necessario adoperarsi davvero contro un modello di mobilità non più sostenibile e investire in trasporto pubblico, itinerari ciclopedonali protetti e più verde nei centri abitati. Molte città europee in questi anni hanno introdotto misure per togliere spazio alle auto con ZTL, zone 30 e zone pedonali con effetti positivi per tutta la collettività. È tempo di introdurre queste misure in maniera strutturale anche nella “Bassa Romagna”, invece di provvedimenti “spot” che non risolvono il problema.