Le parole del capogruppo Ancisi

Riportiamo di seguito le parole con le quali Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, espone la sua soddisfazione per il potenziamento del servizio Ambiente comunale, sottolineando però anche un punto, a suo parere, di criticità.

L’opinione del capogruppo di LpR

“In data 17 gennaio scorso, ho annunciato all’informazione pubblica, lasciata totalmente all’oscuro dalla nostra amministrazione comunale, che il dirigente del servizio Ambiente, dr Gianni Gregorio, avendo vinto una selezione pubblica di mobilità tra enti pubblici già nell’ottobre 2019, si sarebbe trasferito presso la Regione Emilia-Romagna, dove capeggerà il servizio delle Aree protette e delle Foreste. L’ho fatto con un’interrogazione al sindaco, in cui ho auspicato che, grazie all’autorevole posizione a cui Gregorio è destinato, la Regione guardi con occhio più attento il maltrattato patrimonio naturale e ambientale della nostra città, allargando il cordone della borsa.

Avevo però osservato, chiedendo spiegazioni, come questa partenza apra un vuoto che appare incolmabile senza un vero concorso pubblico, appesantendo inoltre, come Lista per Ravenna denuncia ripetutamente da tempo, una carenza di personale del servizio Ambiente che non ha pari nel Comune di Ravenna.

Questo servizio – avevo scritto – è infatti totalmente privo dei cosiddetti ‘quadri amministrativi’, specie di vice dirigenti che rivestono posizioni autonome di responsabilità, presenti negli altri servizi nel numero di 49.

Oltretutto, a seguito di un accordo stipulato col Parco del Delta del Po, il Comune di Ravenna deve occuparsi di tutte le zone naturali di competenza di quell’ente malmesso, tra cui in primis la Valle della Canna e Punte Alberete, da anni in stato comatoso.

L’AMBIENTE BISTRATTATO – Il sindaco non si è mai posto il problema del rafforzamento del servizio Ambiente, non perché difetti di loquacità e sia parco di annunci, e non perché gliene mancassero le disponibilità finanziarie di bilancio. Gli avevo dunque chiesto ‘come intende sopperire adeguatamente alle prossime dimissioni del dr Gianni Gregorio da capo del servizio Ambiente e se, con l’occasione, vorrà proporsi di potenziare strutturalmente, in misura adeguata, la dotazione organica del personale addetto a tale servizio’. La risposta, pur non citando la mia interrogazione, è avvenuta ieri col comunicato dell’ufficio stampa del Comune, che annuncia l’assunzione, al posto di uno, di due dirigenti del servizio Ambiente, il secondo dei quali addetto alle zone naturali e alle aree verdi, e di un geologo in posizione direttiva, sostanzialmente un vice-dirigente. Questo casuale esito positivo di iniziative portate avanti solitariamente da un banco dell’opposizione succedono tanto spesso che i cittadini più attenti possono ben dedurne quanto si possa servire la buona amministrazione di una città pur senza esserne al comando. Resta tuttavia impossibile che, stando nella stanza dei bottoni da mezzo secolo, chi comanda a Ravenna rinunci mai pienamente alla propria partigianeria.

AREE NATURALI IN MANO POLITICA – Il dirigente e il geologo saranno dunque assunti stabilmente in ruolo con un vero concorso pubblico e una vera commissione di esami tecnica (non politica), come da noi invocato sempre. Ma il secondo dirigente verrà scelto con una procedura di semplici colloqui la cui decisione finale è riservata al gradimento politico del sindaco in carica. È una procedura che abbiamo sempre combattuto, anche se giustificata da un discutibile velo di legittimità, grazie alla quale in questo Comune i 7 dirigenti dei servizi più strategici sono in carica finanche da 17 anni, passati di mano per scelta politica dei tre sindaci (Mercatali, Matteucci e De Pascale) via via confermati. Non si sentiva proprio il bisogno di un ottavo, soprattutto se da assegnare alle aree naturali protette e a quelle verdi. La prima conseguenza è che, potendo permanere in servizio solo finché resta in carico il sindaco che lo sceglie, non farebbe in tempo neppure a conoscere le valli, le pialasse, le riserve naturali, le pinete, ecc. e le migliaia di aree del verde pubblico distrattamente amministrate dal Comune di Ravenna, prima che, con le elezioni del giugno 2021, l’eventuale, non più improbabile, nuovo sindaco possa decidere di non confermarlo”.