Porto di Ravenna (foto di repertorio)

Evasi milioni di accise sul carburante

Pagamenti e fidujussioni false: il raggiro

2015: l’anno in cui sarebbe iniziata la truffa ai danni dell’azienda ravennate Petra, la quale si è costituita parte civile contro alcuni esponenti di un’azienda svizzero-maltese i quali sarebbero accusati di truffa e autoriciclaggio.

E’ quanto riportato dal Corriere Romagna: si tratterebbe di un colpo da 7,5 milioni di accise che l’azienda straniera avrebbe scaricato sulla Petra gravandola di questo super debito.

La truffa in breve

In breve, nel 2015, anno di inizio del contratto fra le due società, quella maltese avrebbe portato alla Petra ingenti quantità di carburante che la società ravennate avrebbe dovuto stoccare e movimentare, il tutto in totale assenza di tasse in quanto l’attività della Petra ne è esente, ma non sempre.

Quest’ultima infatti, come riportato dal quotidiano in edicola oggi, diventa finanziariamente responsabile nel caso in cui la società importatrice non abbia pagato le accise nel momento dell’estrazione per la vendita.

La società straniera avrebbe quindi, per tutta la durata nel rapporto contrattuale, “rassicurato” la Petra mostrandole falsi documenti di avvenuti pagamenti e finte fidejussioni in modo tale da non far sospettare nulla alla società bizantina la quale si è trovata, infine, gravata da questo ingente debito nei confronti dello Stato.

4 manager sono stati rinviati a giudizio: il processo ora potrebbe segnare una svolta.