Gli ambientalisti contro l’utilizzo di plastica usa e getta nelle mense scolastiche e in occasione di feste e sagre

Sostituire piatti, bicchieri e posate monouso con materiale riutilizzabile, questo l’invito che Legambiente ha rivolto ai Comuni dell’Emilia-Romagna in una lettera mandata a Sindaci e Assessori all’Ambiente. Obiettivo quello di attivare già dal 2020 soluzioni alternative per liberare la regione dall’usa e getta, nelle mense e, soprattutto, in occasione di feste ed eventi ricreativi stagionali, sfruttando le risorse disponibili del bando di finanziamento ATERSIR.

Come dimostra l’analisi di contesto effettuata da Legambiente, le sagre e le feste all’aperto sono una tradizione consolidata in quasi tutti i 328 comuni della Regione, con migliaia gli eventi ogni anno e milioni di coperti. Attraverso la raccolta dati di Comuni Ricicloni, l’associazione ha stimato che solo il 28% circa dei Comuni ha organizzato almeno una festa/sagra «riutilizzabile», con 177 eventi senza l’utilizzo dell’usa e getta censiti in regione nel 2018. Pur non esistendo dati precisi al riguardo, rimane una situazione dove l’usa e getta è ancora preponderante, poiché sono tendenzialmente solo le feste più grandi e strutturate ad essere dotate di lavastoviglie.

Meglio la situazione delle mense scolastiche nei capoluoghi, mentre nei centri minori di Legambiente mostrava il 24% delle amministrazioni dichiarare di avere mense con l’utilizzo di solo stoviglie usa e getta.

“L’abbandono delle plastiche usa e getta è previsto dalle direttive UE a partire dal 2021, ma la strada da seguire è ancora poco definita – dichiara Legambiente Emilia-Romagna – in questa fase si verifica purtroppo il fenomeno della sostituzione delle stoviglie in plastica con quelle compostabili, che presentano però alcune criticità nella fase gestionale negli impianti di compostaggio. Per questi motivi intraprendere una politica di “prevenzione” e percorrere la soluzione di sostituzione del monouso con stoviglie e bicchieri riutilizzabili rappresenta una strategia vincente”.

Diverse le buone pratiche che Legambiente ha riportato nella scheda tecnica destinata ai Comuni, a testimonianza del fatto che le soluzioni alternative esistono e sono attuabili, ricordando le diverse esperienze virtuose di Ecofeste intraprese sia da Province che dalla Regione, con l’attivazione di lavastoviglie e materiali riutilizzabili.

Un’opzione suggerita è quella delle attrezzature condivise, acquistate dal Comune e messe a disposizione su richiesta. Esperienze simili sono già in atto nella stoviglioteca di Nonantola, in cui sono le stoviglie a spostarsi e quella del circolo di Legambiente L’Arboreto a Bologna che sta avviando un servizio di stoviglioteca, all’interno del progetto ECCO – Economie Circolari di Comunità, rivolto a privati, associazioni ed aziende. Altro esempio virtuoso quello di Piacenza, dove Legambiente e ATO già 15 anni fa hanno pensato il primo kit per le feste e la lavapiatti mobile a noleggio, e l’esperienza simile di Legambiente Basilicata, pensata però per eventi di grossa portata e in grado di spostarsi e servire feste di alcune migliaia di coperti.

Nella lettera l’associazione cita, inoltre, l’esperienza promossa dall’ASCOM di Ferrara e FIPE col progetto LessGlass, che ha messo in rete vari locali del centro storico e ha visto la diffusione di ecobicchieri in polipropilene che vengono consegnati ai clienti a fronte di una cauzione simbolica, che viene poi restituita nel momento in cui il bicchiere viene riconsegnato in uno dei punti vendita aderenti della città. Modello adottato anche durante la rassegna musicale “Botanique” di Bologna, che la scorsa estate ha sostituito i bicchieri usa e getta con soli bicchieri lavabili per tutta la durata del festival. Numerose anche le esperienze che si stanno concretizzando in ambito degli stabilimenti balneari della costa.

Legambiente fa presente ai Comuni che per favorire la transizione potrebbe essere certamente utile utilizzare la leva fiscale, favorendo le utenze e le feste che decidono di abbandonare l’usa e getta agendo ad esempio sulle tasse comunali per concessione spazi pubblici, oppure sulle tariffe rifiuti.

Da tenere in considerazione in particolare la possibilità di partecipare al bando ATERSIR cui possono aderire Comuni (o loro unioni) e Aziende pubbliche, uno strumento utile per finanziare le politiche in questione e ulteriori risorse previste dalla Regione mediante un bando funzionale alla prevenzione rifiuti previsto entro fine anno.