Una donna sta per indossare la mascherina (foto di repertorio)

I dispositivi forniti gratuitamente dalla Regione sono in distribuzione da oggi, venerdì 17 aprile, ma già ieri le farmacie sono state prese d’assalto e Lista per Ravenna, che lo scorso 8 aprile aveva lanciato alcune proposte su come distribuirle, polemizza: “Non era difficile immaginare che l’elargizione tramite le farmacie, non potendo bastare per tutti, avrebbe prodotto delle resse, per la corsa ad arrivare in tempo per avere gratis le mascherine e per la confusione con la normale vendita commerciale ai clienti paganti. Oltretutto, a tutto ieri sera, le farmacie non avevano ancora ricevuto alcuna istruzione su come doversi districare tra vendita e offerta gratis del medesimo prodotto. Siccome notoriamente l’occasione, al di là delle omelie politiche, non fa l’uomo integerrimo, chi può escludere fenomeni di accaparramento delle preziosissime mascherine passando la stessa persona da una farmacia all’altra e/o mobilitando più familiari?”

“Non rassicura nessuno – sottolinea LpR in una nota – la dichiarazione della presidente di Ravenna Farmacie, secondo cui ‘se anche il quantitativo di mascherine gratuite non sarà sufficiente ad accontentare tutti, sia le farmacie pubbliche che quelle private aderenti si faranno carico di averne in carico altre, di garantirne la qualità e di venderle ad un prezzo calmierato’. Se lo avessero fatto prima, si sarebbe avuto qualche problema in meno. Farlo dopo sa di presa in giro per quanti, con sacrificio proprio, hanno comprato le mascherine anche a caro prezzo”.

“Non si è neppure avuta – si prosegue – un’altra elementare considerazione. Aggregare, davanti al banco dei farmacisti, oltretutto senza nessun criterio di selezione, i cittadini paganti con quelli concorrenti all’offerta gratis significa per questi ultimi esibire uno stato di bisogno economico che per molte famiglie è una condizione riservata, oltre ad essere un dato sensibile che l’amministrazione pubblica dovrebbe tutelare. Si pensi cosa significa mostrarsi ‘poveri’ o ‘avidi’, secondo giudizi imperscrutabili non sempre benevoli, nelle farmacie dei piccoli paesi”.

“Bisognerebbe qualche volta non fare il contrario di quello che l’opposizione propone solo per distinguersi – conclude Lista per Ravenna –, e neppure per far vedere che le farmacie del Comune (farmacista esso pure) sono esempio di virtù a cui quelle private possono al massimo aggregarsi. Spiace molto di dover dissentire in un momento in cui si dovrebbe solo costruire insieme. Ma per fare ‘insieme’ bisogna non agire da uomini soli al comando, per quanto illuminati”.