Dalla Regione Emilia-Romagna via libera in collina ai controlli salva raccolti, quanto mai minacciati in questi mesi di pandemia dal proliferare della fauna selvatica. “A seguito della nostra richiesta di intervento – afferma Coldiretti – la Regione ha confermato come sia in capo alla Polizia Provinciale la competenza in materia di vigilanza e controllo faunistico-venatorio e l’attività di prevenzione in questione sia configurabile quindi come servizio pubblico”.

Nei giorni scorsi, infatti, la Direzione generale agricoltura, caccia e pesca ha chiarito le modalità nelle quali deve proseguire l’attività di controllo della fauna selvatica, in particolar modo dei cinghiali che in questo periodo di emergenza sanitaria, come denunciato ampiamente da Coldiretti Ravenna, stanno creando danni di notevole entità alle colture agricole.

Nella lettera si precisa come le attività di controllo sul territorio regionale siano consentite “senza alcuna limitazione con riferimento alle attività condotte in forma singola, mentre tutte le altre forme di controllo faunistico che prevedono l’aggregazione di più persone potranno essere svolte solo a condizione del rigoroso rispetto delle misure di distanziamento sociale e dell’utilizzo degli adeguati presidi di prevenzione (mascherine, ecc.)”.

“Auspichiamo ora – afferma il Presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – che gli enti preposti si adoperino per la concreta applicazione delle disposizioni a difesa delle coltivazioni. Le limitazioni alla mobilità introdotte dai vari decreti legati all’emergenza Covid-19 hanno infatti limitato in questi mesi le azioni di prevenzione e contenimento della fauna selvatica con il risultato che i cinghiali hanno banchettato nei campi provocando danni ingenti regolarmente segnalati da parte dei nostri associati delle zone montane e di collina. Ora, dopo il via libera della Regione, siamo a sollecitare la pronta ripresa degli interventi previsti dal già vigente piano di controllo, indispensabili per tutelare il reddito agricolo e anche la sicurezza pubblica dato che gli ungulati sono spesso causa di incidenti stradali”.​