Foce Bevano (ph Francesca Santarella)

“Potremmo chiudere gli occhi e piangerti o aprirli e guardare quello che ci hai lasciato”.

Si è spenta venerdì 19 giugno 2020 all’età di 79 anni Grazia Beggio, storica esponente ambientalista di Ravenna.

Il cordoglio della presidente del consiglio comunale Livia Molducci

A nome di tutto il consiglio comunale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Grazia Beggio, mancata in questi giorni, all’età di 79 anni, anche se il suo spirito e la sua passione erano quelli di una ventenne.

La ricordiamo in questa sede perché è stata consigliere comunale dal 2001 al 2006, durante il secondo mandato del Sindaco Vidmer Mercatali, quando lei era stata candidata a Sindaco dai Verdi.

In città tutti la conoscevano e stimavano per il suo impegno civico vissuto con grande passione e determinazione.

Maria Grazia Beggio è stata la voce nelle istituzioni dell’ambientalismo ravennate nato sul finire degli anni ‘60 anche per iniziativa di Giorgio Lazzari, che di Maria Grazia era il marito e al quale esprimiamo il nostro cordoglio, insieme ai figli Veronica e Lorenzo.

Con lei scompare un pezzo di storia cittadina, ma soprattutto uno stile di vita politico, di impegno civile che lei ha sempre vissuto per il bene comune, come obiettivo da perseguire al di là degli interessi di partito.

Grazie anche al suo impegno nel 1969 Punte Alberete fu trasformata in oasi di studio e nel ’72 Maria Grazia partecipò alla nascita del Wwf ravennate.

Inevitabile fu poi per lei il contrasto alla caccia nelle zone di tutela ambientale che la portò a presentare un esposto contro la caccia nella Valle della Canna a cui seguì il sequestro dell’area.

Nasceva a Ravenna una nuova cultura ambientalista che da una parte si muoveva contro gli obbrobri ambientali (un esempio per tutti: la battaglia vinta contro la cementificazione dell’Ortazzo) e dall’altra gettava nella società civile il seme della salvaguardia del pianeta che ci ospita.

C’era anche Maria Grazia a costruire le basi politiche del futuro partito dei Verdi a Ravenna.

Il suo modo di porgersi, le sue ferme argomentazioni, il suo linguaggio concreto hanno lasciato impronte importanti: si poteva essere d’accordo o meno sui contenuti, ma non si poteva fare a meno di riflettere sulle sue posizioni.

Così fu per l’opposizione al parco di Mirabilandia, così fu per la battaglia senza quartiere all’ipotesi di realizzare a Ravenna una centrale a carbone.

Dal 1988 Beggio portò le sue battaglie all’interno delle istituzioni, prima nel consiglio provinciale sino al 1993 e poi, dal 2001, nel consiglio comunale. E non mancarono per lei i temi sui quali impegnarsi. Uno tra mille, quello, risultato vincente, della ‘Duna che vive’, l’avversione contro la ventilata cementificazione della spiaggia davanti all’ ex colonia di Marina di Ravenna.

Tanti ambienti naturali di cui noi oggi possiamo godere sono il frutto e il risultato delle sue battaglie per la tutela dell’ambiente e della bellezza del nostro paesaggio.

Maria Grazia Beggio ha lasciato in tutti coloro che l’hanno conosciuta il ricordo di una persona positiva, dalle spiccate doti umane, capace di dialogo franco e di empatia e di grande coerenza.

Oggi, qui, la commemoriamo come consiglieri comunali con riconoscenza per la sua esperienza politica vissuta in questo consiglio comunale con grande dedizione e, come suoi concittadini, per i beni pubblici che ha contribuito a salvaguardare e che ci lascia come eredità, perché noi abbiamo ora il compito di tutelarli per tutta la comunità: e questo è il modo migliore che abbiamo per onorarne la memoria”.

Il cordoglio di Italia Nostra – Sezione di Ravenna

“‘Potremmo chiudere gli occhi e piangerti o aprirli e guardare quello che ci hai lasciato’. Così chi l’ha amata saluta Grazia Beggio, la più nota combattente per l’ambiente in terra ravennate.

La ricordiamo per le sue battaglie, condotte sul campo e nelle aule spesso sorde della politica. Poche sono le donne ad ottenere consensi su questo, meno ancora i politici che scelgono di impegnarsi per stabilire una continuità tra le parole e i fatti. I nostri giorni sembrano voler dimenticare il lavoro di una vita, portato avanti da Grazia, dal marito Giorgio Lazzari e dai tanti che, a partire dagli anni 60, iniziarono con coraggio e lungimiranza a ragionare su ambiente, clima, biodiversità. Temi spesso ridotti oggi a slogan e a vuote manifestazioni di piazza, ma da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza: difficile ora impegnarsi concretamente in prima persona e con cognizione di causa sugli argomenti locali più urgenti come faceva Grazia. Punte Alberete, la battaglia dell’Ortazzo e di foce Bevano, la centrale a carbone, ‘La Duna che vive’ dell’ex colonia di Marina di Ravenna sono solo alcune delle sue battaglie vinte, grazie a cui possiamo ancora godere di tanti luoghi unici del nostro territorio, descritto ed amato nei molti preziosi libri scritti con Giorgio Lazzari.

In un tempo sempre più prossimo all’emergenza ambientale, ma sempre più distante dai temi ‘sconvenienti’ specialmente nei luoghi delle decisioni, Italia Nostra ricorda Grazia Beggio e rinnova la presenza sul campo insieme alle altre associazioni di protezione ambientale, con l’ultimo impegno tuttora attivo sottoscritto anche dalla sua associazione di volontariato, L’Arca: oltre una decina le associazioni locali e regionali che stanno collaborando per la difficile tutela del fratino, specie sull’orlo dell’estinzione, a Marina di Ravenna e sulla nostra riviera. L’impegno e gli insegnamenti di Grazia Beggio continuano”.

Il cordoglio di Slai Cobas per il sindacato di Classe-Ravenna

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Grazia Beggio. 

La ricordiamo in particolare per la sua passione civile che l’ha portata a sostenere la lotta dei lavoratori al Porto di Ravenna sia prima che dopo la morte dell’operaio Luca Vertullo. Come portavoce dell’Associazione comunale Verdi di Ravenna, Grazia aveva aveva portato l’adesione alla marcia nazionale della Rete per la sicurezza sul lavoro e nei territori che aveva fatto tappa a Ravenna il 13 marzo del 2008, e la ricordiamo anche per le le sue battaglie e le sue interpellanze in consiglio comunale per la sicurezza dei lavoratori.
Esprimiamo le nostre condoglianze ai suoi familiari”.