Iader Miserocchi (foto di repertorio)
Iader Miserocchi (foto di repertorio)

Fu comandante partigiano, tra i primi ad entrare in città il 4 dicembre 1944; aveva 97 anni

E’ scomparso all’età di 97 anni Iader Miserocchi: partigiano ravennate, combattè nel secondo battaglione, del quale fu comandante, dell’ottava Brigata Garibaldi, che operava nelle montagne tosco-romagnole.

Nel corso dei decenni Miserocchi ha mantenuto viva la memoria della Resistenza; nel 2019 diede alle stampe il libro “Mi chiamo Jader”, in cui ha raccontato le sue vicende di partigiano. Una testimonianza importantissima per un periodo cruciale della storia italiana. Tanti gli incontri che hanno caratterizzato l’opera di Miserocchi, anche nei confronti dei giovani. Si ricorda quello promosso dall’Anpi Forlì- Cesena nel settembre 2019, in collaborazione con il Comune. “Mi chiamo Iader” fu illustrato in sala Randi. Il libro racconta, “in chiave biografica, ma assume quasi il ruolo di opera di formazione, le vicende resistenziali che videro Iader come combattente e comandante partigiano”. Intervennero, oltre all’autore con testimonianze dirette, lo storico Luciano Casali e il presidente dell’Anpi  provinciale Gianfranco Miro Gori. A coordinare la presentazione Lodovico Zanetti, presidente dell’Anpi comunale forlivese.

L’8ª Brigata Garibaldi “Romagna” fu fondata a Galeata, sull’appennino Forlivese alla fine del 1943 dall’unione di due gruppi di partigiani che operavavo sul quel territorio: il Gruppo Salvatore e il Gruppo Libero. All’inizio fu chiamata Brigata Garibaldi Romagnola poi, nella primavera ‘44 assunse la definitiva denominazione di 8ª Brigata Garibaldi “Romagna”.

Come spiega l’Istituto storico della Resistenza, “la città di Ravenna è stata decorata nel 1950 con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo offerto dai partigiani locali alla propria liberazione, per le efferate rappresaglie subite dai nazifascisti e per essere stata a lungo teatro di battaglia intorno al suo porto. Dall’autunno 1944 all’aprile 1945 il suo territorio rappresentò infatti il punto più avanzato dello schieramento alleato in Italia. Il capoluogo fu liberato il 4 dicembre 1944 da una manovra congiunta di truppe britanniche e di formazioni partigiane”. Miserocchi fu tra i primi ad entrare in città.