Emergenza Covid, sostegno dal Comune ai concessionari di impianti sportivi

La gestione del palazzetto prorogata di oltre un anno; tre anni per il Bacino della Standiana, ristoro per il Centro nuoto

La Giunta di Ravenna ha deliberato il 16 febbraio ulteriori misure di sostegno ai concessionari di impianti sportivi, in relazione all’emergenza Covid. Riguardano al momento le tre realtà che gestiscono la piscina, il Pala De André e il bacino di canottaggio della Standiana, tutti di proprietà comunale. Il riferimento è l’articolo 216 del Decreto legge 19 maggio 2020, poi convertito in legge. La norma prevede – in relazione alla sospensione delle attività sportive, o comunque rispetto alla loro graduale ripresa – che il concessionario possa richiedere la revisione dei rapporti, attraverso la rideterminazione delle condizioni di equilibrio economico-finanziario originariamente pattuite. Questo anche mediante la proroga (non superiore a ulteriori tre anni) della durata del rapporto. Il tutto per favorire, spiega la norma, il graduale recupero dei proventi non incassati e l’ammortamento degli investimenti effettuati o programmati.

Dunque: per quanto riguarda il Centro nuoto comunale “G. Gambi”, viene stabilito un ristoro per il concessionario pari all’80% della differenza tra costi e ricavi relativi al periodo settembre-dicembre 2019 rispetto allo stesso periodo 2020. Bacino della Standiana: proroga triennale per la concessione; esonero per un triennio dal pagamento del canone (1.256,91 a semestre). Pala De André: proroga al 31/12/2022 per la concessione – che sarebbe scaduta nel novembre 2021, quindi circa 13 mesi prima – alle medesime condizioni tecniche, giuridiche ed economiche, viene spiegato nella deliberazione della Giunta.

L’atto potrà essere applicato, specifica il documento dell’Amministrazione, ad altri eventuali concessionari richiedenti. Non devono però aver usufruito delle misure di sostegno stabilite dalla deliberazione n. 346 del 4 agosto 2020; inoltre non devono avere contenziosi in atto o posizioni debitorie con il Comune, o comunque devono essere in regola con i piani di rientro concordati.