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“Dopo un drastico calo avvenuto dal 2010 al 2016, con le macellazioni di agnelli diminuite quasi del 50%, i numeri sono ormai stabili da 5 anni”.

Ci avviciniamo alla Pasqua 2021 e cominciano i preparativi per il tradizionale pranzo. Un pranzo che, quest’anno, sarà “ristretto” dalle limitazioni per contrastare la diffusione del Covid-19, ma con qualche libertà in più rispetto all’anno scorso.

Cominciano quindi i preparativi ed ecco che il pensiero comune si divide nettamente in due: menù tradizionale o menù “new age”?

Insomma… agnello si o agnello no?

Un’usanza molto discussa quella che prevede il consumo di carne di agnello il giorno di Pasqua, cerchiamo di capire da dove derivi questa tradizione.

Le radici della tradizione

Le sue radici affondano nella tradizione ebraica, come si legge nel libro dell’Esodo (Esodo, 12, 1-9) Dio disse a Mosè e Aronne: “Ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa”. E poi ancora: “In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere”.

Per quanto riguarda la tradizione cristiana, invece, nessun testo ufficiale della Chiesa cattolica impone di mangiare agnello a Pasqua.

Agnello si o agnello no?

E’ qui che si accendono le fiamme della polemica.

Fra ferrei tradizionalisti e animalisti sfegatati non vi è ‘giusto’ e ‘sbagliato’, ma secondo molte fonti il consumo degli agnelli negli ultimi anni sta crollando.

Come comunica l’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), il Consorzio per la tutela dell’agnello Igp di Sardegna stima per quest’anno un calo del 35% nel consumo di agnello durante le celebrazioni pasquali.

L’organizzazione Essere Animali stima che ogni anno in Italia vengano macellati oltre 2 milioni di agnelli di cui 300mila a ridosso della Pasqua. Inoltre Essere Animali comunica di aver monitorato e confrontato i dati ISTAT delle macellazioni di animali che avvengono nel nostro Paese: dopo un drastico calo avvenuto dal 2010 al 2016, con le macellazioni di agnelli diminuite quasi del 50%, i numeri sono ormai stabili da 5 anni.