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La prevalenza dei social nella comunicazione politica: l’intervento

Non parliamo di politica, e guardiamo un attimo come ci si avvicina all’imminente voto amministrativo, e come i partiti si raccontano.

A Ravenna sono ora in campo una ventina di liste, alcune cosiddette “civiche” a supporto di altre, alcune – come dire – vere, che chiedono voti per sé e per i propri candidati.

Lasciamo stare i messaggi, dall’uomo-trinità, al faccione 6×3: si può fare meglio, e per altro verso i messaggi che (ancora) non esistono, dicono che (ancora) non hanno nulla da dire.

Guardiamo invece ai canali che usano per “vendersi”, cioè conquistare voti. Tutte sono variamente sui social, tre – mi pare – stanno facendo un po’ di cartellonistica, una sola ha una comunicazione un po’ più articolata, fatta al momento anche di uscite stampa, e di una sede fisica in centro.

Tutto qui? Tutto qui. Veramente pochino per una tornata elettorale che potrebbe portare un po’ di cambiamenti.

Quindi i social sono il mezzo di comunicazione di gran lunga prevalente. Anche Trump – come sappiamo – lavorava molto di social, ma, come ormai acclarato, quello che soprattutto gli funzionava era la copertura mediatica che i media classici davano ai suoi tweet. La comunicazione locale, qui e ora, però non funziona così.

Quindi, qui e ora, fare solo o – i più avveduti – prevalentemente social, non funzionerà. Sappiamolo ora per allora.

Alleveresti il tuo bambino solo a biscottini o solo a insalatina? NO, anche la dieta mediatica deve essere integrata, e – come dicono quelli bravi – crossmediale.

E soprattutto si tenga anche conto che i social sono un bar nel quale parlo a chi già mi conosce, essendo anche lui frequentatore dello stesso bar… e gli altri? E la conquista di nuovi interessi? Di altri voti oltre quelli che già mi voterebbero?

Insomma, usare più media è un 1+1+1 che fa = 6!

Del resto anche gli OTT, come ora Amazon in TV, FB e Google su stampa, stanno dando l’esempio di come conquistare nuovi “voti” usando media classici.

Alle ultime elezioni amministrative del giugno 2016, molto contese, ci fu una affluenza del 53,75%, 66.000 votanti, e l’attuale Sindaco vinse con uno scarto di appena 4.000 voti: Ravenna era ed è contendibile.

Occorre attivare i messaggi ed i canali di comunicazione giusti per coinvolgere i distratti; occorre farsi vedere, occorre “vendersi”, perché conquistare un volto è come conquistare un cliente, e devi parlare la lingua di ognuno per dirgli perché deve scegliere proprio te.

Il mondo è molto cambiato nel frattempo, ma secondo me sbaglia chi pensa che questo prossimo sia solo un voto di gradimento all’attuale amministrazione.

L’invito quindi è di uscire dalla comfort-zone dei social, e usare tutti gli strumenti della comunicazione, per rendere più vivace la campagna elettorale e più viva la competizione. Perché, come dice qualcuno, a Ravenna si può.

Marsilio