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Balzo del 22,6 per cento nei primi sei mesi dell’anno. Giorgio Guberti (Camera di Commercio): “Spirito di collaborazione e resilienza”

Vola l’export ravennate con un +22,6% nei primi 6 mesi di quest’anno (pari a quasi 63 milioni di euro in più di quanto realizzato nel 2019). Già a fine anno, la Camera di Commercio indica per le esportazioni provinciali un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia. La performance fa leva sul traino di Germania (+41,5%), Usa (+39,5%), Francia (+34,2%) e Spagna (+24,8%).

Come spiega l’ente di viale Farini, la spinta garantita dalla generale ripresa dell’economia globale dopo lo stop imposto dalla pandemia mette le ali all’export ravennate che, nei primi 6 mesi del 2021, ha fatto registrare una crescita, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, del 22,6%, con le esportazioni di beni che toccheranno quota 2.414,2 milioni di euro. I dati arrivano dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna, la consueta e preziosa bussola elaborata ogni 3 mesi. Una fotografia puntuale che indica, già a fine anno, per l’export provinciale un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia (+2,7% rispetto al 2019).

Collaborazione e resilienza”

“Lo spirito di collaborazione e la resilienza collettiva dimostrata nei mesi più difficili dell’emergenza pandemica – ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna – possono trovare un senso e un obiettivo nel rilancio dell’internazionalizzazione, risorsa imprescindibile per l’economia ravennate ed acceleratore di crescita e di sviluppo. Le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresentano un’occasione unica per il rilancio del Sistema Paese e per il rafforzamento della nostra competitività. Degli investimenti in infrastrutture, sostenibilità e digitalizzazione beneficeranno in primis le imprese, che si troveranno a operare in un contesto più solido e dinamico, riuscendo così a incrementare il proprio business in Italia e all’estero. Il nuovo mandato e gli strumenti affidati dalla legge alle Camere di commercio italiane – ha concluso Guberti – ci consentono di intervenire nel sostegno alle esportazioni delle nostre imprese, ma, allo stesso tempo, di lavorare sul contesto interno, innescando così un circolo virtuoso in grado di migliorare la competitività delle imprese ravennati, generando un ulteriore volano per il nostro export”.

Il fattore Europa

Tornando ai dati resi noti dall’Osservatorio della Camera di commercio, l’Europa si conferma il mercato fondamentale per l’export ravennate, che supera la quota del 77% e mette a segno un incremento a due cifre (+26%); in particolare, le esportazioni verso la sola Unione europea a 27 hanno confermato e migliorato la tendenza positiva con un +31,7%. Performance ancora migliori nell’Area-Euro, che registra un +35,1% (il 50% dell’export provinciale complessivo), prima fra tutti la Germania, primo partner commerciale, che, da solo, assorbe quasi il 16% delle esportazioni provinciali (+41,5%, grazie ai prodotti della metallurgia ed alle apparecchiature elettriche). Seguono la Francia (+34,2%, per la maggior parte prodotti chimici e metallurgici) e la Spagna (+24,8%, prodotti chimici e alimentari).

I Paesi

Nonostante la riduzione delle esportazioni verso il Regno Unito (-31,6%), tengono le vendite verso i Paesi europei non Ue post Brexit (+0,4%). In territorio positivo anche le vendite di prodotti e servizi ravennati in America del Nord (+38%) ed, in particolare, negli Stati Uniti che segnano un +39,5% (il 5,7% dell’export totale provinciale). In espansione anche le esportazioni dirette verso i mercati dell’Asia orientale (+24,1%, Cina fra tutti), dell’Asia centrale (+12,3%), dell’America centro-meridionale (+51,6%) e dei principali Paesi africani (+100,9% verso Africa settentrionale e +20,5% in altri Paesi africani). Aumenti a due cifre anche per le esportazioni dirette in Polonia (+24,3%), nei Paesi Bassi (44,9%) e in Austria (+33%), con la vendita soprattutto di prodotti della metallurgia e di apparecchiature elettriche.

I prodotti

Per quanto riguarda i prodotti esportati, spicca l’export degli apparecchi elettrici (+51,2%), seguiti da agroalimentare (+41%), macchinari e apparecchiature (+25,2%), chimica (+23,5%), prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+44%), tessile (+43%), bevande (+26,8%), articoli in gomma e materie plastiche (+12,6%), computer, prodotti di elettronica, ottica e apparecchi elettromedicali (+8,9%) e degli altri prodotti (+27%). In particolare nel comparto della chimica, ottimi sono i risultati registrati da fertilizzanti e composti (+25,6%).