Giovanni Morgese e il dott. Giorgio Noera
Giovanni Morgese e il dott. Giorgio Noera

Il cardiochirurgo Giorgio Noera racconta il potere dell’unione tra colleghi durante catastrofi come la guerra o l’alluvione del 2023 quando, in due ore, ha avuto in collegamento ben 250 specialisti da tutta Italia

Nella serata di sabato 10 febbraio tutta Italia aveva gli occhi puntati sullo schermo per seguire l’ultima puntata del festival di Sanremo, lo stesso stava facendo il dott. Toni Khairallah, ex studente del cardiochirurgo di Massa Lombarda Giorgio Noera, ora primario a Beirut. Mentre seguiva il festival della canzone italiana dalla sua casa in Libano, il dott. Khairallah riceve una chiamata: deve correre in ospedale per eseguire con massima urgenza una difficile operazione di cardiochirurgia su un paziente in gravi condizioni. L’operazione era molto complicata, l’ospedale in una situazione di criticità e le attrezzature erano poche, così quello schermo su cui prima guardava i cantanti italiani esibirsi sul parco dell’Ariston è diventato un potente strumento di telemedicina: Toni ha chiamato il suo maestro, il dott. Noera, che da Massa Lombarda è stato in videochiamata tutta la notte, costituendo così un team allargato che mediante una seconda opinione ha aiutato il dott. Khairallah ha portare a termine con successo l’operazione: nonostante la linea di connessione fra occidente e medio oriente non sia ora delle più semplici, i rapporti umani hanno permesso di salvare, ancora una volta, una vita.

“La telemedicina è unione tra le persone – ci spiega il dott. Noera -. I rapporti instaurati fra colleghi, anche molto distanti, dimostra che anche al di fuori di quello che sta succedendo in questo momento, soprattutto in medio oriente, la rete della solidarietà fra medici permette di salvare le persone con qualsiasi mezzo, indipendentemente dalla loro etnia o cultura”.

Telemedicina durante l’alluvione

Presso la Società Italiana Telemedicina, il dott. Noera è Presidente Spin Out Accademico Health Ricerca e Sviluppo Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Ravenna) e fa parte della commissione il cui obiettivo è l’uso della telemedicina durante le emergenze catastrofali, eventi critici naturali o di causa bellica.

Infatti, come ci racconta il dott. Noera, la telemedicina è stata un’aiuto prezioso anche durante l’alluvione che ha colpito la Romagna nel maggio del 2023: “Durante l’alluvione non c’era possibilità di accesso agli ospedali, con l’acqua alta le ambulanze non potevano circolare, ma dovevo comunque intervenire per stabilizzare molteplici situazioni. Così ho allertato la Società Italiana di Telemedicina e in due ore ho avuto in collegamento 250 specialisti da tutta Italia la cui unione e collaborazione ha permesso di curare i feriti, assistere i soccorritori e recuperare farmaci”.

Da quella situazione è nata l’idea di istituire una commissione appositamente preparata ad intervenire quando tutte le infrastrutture sono distrutte. La telemedicina ha infatti un ruolo estremamente importante, soprattutto quando le comunità vengono completamente isolate e le poche forze che ci sono hanno bisogno di confrontarsi e di avere un sostegno da remoto.

“Noi possiamo aiutare, possiamo coalizzarci per aiutare il prossimo” , parole che il dott. Noera afferma dopo molteplici esperienze in cui la telemedicina ha apportato grande sostegno in paesi in difficoltà come, per citarne alcuni, Libia, India e Kenya.

Valentina Orlandi