Idee e proposte per l’importante ingresso a Ravenna, all’insegna della valorizzazione

Continua ad essere estremamente attuale il tema della vivibilità di Piazza Baracca. Lo testimoniano anche, ma non solo, i vari episodi di cronaca che da tempo stanno caratterizzando l’area. L’ultimo in ordine di tempo l’accoltellamento di una donna da parte del titolare di un negozio di alimentari (secondo la versione dell’uomo, ora ai domiciliari, la reazione ad una tentata rapina).

L’impegno dei vari soggetti istituzionali – dal Prefetto alle Forze dell’ordine, dall’assessore comunale Randi, al vicesindaco Fusignani, al comandante della Polizia locale Giacomini – non è in discussione. Ma ora serve un cambio di paradigma, che si basa su una valutazione precisa.

Piazza Baracca – così come l’area degli Speyer ma anche piazzale Aldo Moro – hanno un importante punto in comune: quello, in primo luogo, di essere gli ingressi di Ravenna, via auto, bus, treno… In altre parole, sono dei veri e proprio “ingressi di casa”: e chi di noi non cerca di accogliere gli ospiti nel modo migliore? Occorre dunque considerare i temi della sicurezza, del decoro e della vivibilità come centrali non solo per quelle aree, ma per tutta la città.

Questo vale per piazza Baracca ma anche, ad esempio per i Giardini Speyer, per i quali peraltro sta avanzando un progetto di riqualificazione, legato ai nuovi alloggi universitari. La chiave è proprio questa: “riempire” i luoghi con attività, iniziative: per l’appunto con la “vita”.

Il tema coinvolge tutti gli assessorati comunali, con particolare riguardo all’assessorato al Turismo. Non si possono investire milioni di euro e non tenere conto che chi arriverà a Ravenna dovrà entrare in città attraverso aree degradate: sono le regole basilari del marketing che insegnava decenni or sono Kotler.

Questione di armonia

Per piazza Baracca si dovrebbe tenere conto del percorso intero che sottostà all’area, cioè l’itinerario che comprende il Foro Boario, le Mura storiche, viale e piazza Baracca, piazza Gandhi, via Cavour, via Fanti. Ora l’armonia è assente: ogni elemento della piazza e del comparto è stato collocato casualmente: il tutto in una logica scollegata, sgradevole che, deturpando la vista, favorisce l’assenza di rispetto e decoro.

Un presidio fisso

Nelle tre aree deve essere sempre presente un rappresentante delle Forze dell’ordine, magari in uniforme da cerimonia; vanno posti in essere sempre più ricorrenti controlli a quelle attività che, in particolare per gli orari, possano essere legate a successive situazioni di degrado: naturalmente non vanno a priori additate, tuttavia occorre monitorare eventuali falle normative. Si può valutare inoltre di anticiparne la chiusura serale. Va detto che fino al 31 marzo sono in vigore nella zona, in via preventiva, due ordinanza comunali: una sancisce, in generale e con precise deroghe, il divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle 18 alle 8.

Un “cammino” per l’arte e il turismo

Altri elementi possono concorrere al riordino della piazza: come l’allestimento di un giardino, sulla falsariga di quelli presenti nelle rotonde di Milano Marittima, anche attraverso gemellaggi. Sarebbe poi importante realizzare un’accogliente area di ricezione turistica, con toilette e dispenser acqua. L’ufficio Informazioni ed accoglienza turistica potrebbe essere posto presso Porta Adriana o all’interno del torrione, come già fece Forte dei Marmi con il proprio “fortino”. Questa collocazione peraltro sarebbe contigua all’“anello d’oro” e alla rinnovata area di Porta Tegueriense.

Poi un sistema espositivo per ospitare in via permanente – salvo tour – la mostra dei mosaici antichi di Ravenna. Ancora, la collocazione di opere d’arte dai magazzini dei sistemi museali e di un sistema espositivo elettronico: un Infopoint con impianti di tipo Mupi, come sui viali di Bologna, su cui fare “girare” tutte le attività presenti e le iniziative in corso a Ravenna.

Altre idea: l’allestimento di un sistema espositivo per mostre d’arte sul modello già adottato al cinema Astoria da Publimedia un decennio fa (“Astoria art gallery”) poi ripreso dal Comune di Ravenna in via Zirardini con il museo a cielo aperto: quindi un sistema di panelli per mostre tematiche, con riproduzioni su carta. Non da ultimo il mosaico, con una “walk of fame” ravennate. Arte, cultura e turismo: parafrasando Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo. E perché no, Ravenna…