L'intervento dei Carabinieri

Le riflessioni di un lettore: “Come il Bronx. Contrariamente allo storytelling istituzionale i fatti provano il contrario”

Un racconto “pasquale”, documentato, crudo e inquietante. “Come il Bronx. Contrariamente allo storytelling istituzionale i fatti provano il contrario”, commenta un lettore. “Una premessa – rileva -. Negli ultimi anni la porta della città, Piazza Baracca, è salita agli onori della cronaca come avvenuto nel decennio precedente per la sua gemella, cioè l’ingresso via treno alla città di Bisanzio: viale Luigi Carlo Farini e i giardini Speyer. Parliamo, per quanto riguarda gli Speyer e il viale, dell’area che un secolo fa rappresentava il salotto buono della città, oggi in forte difficoltà: ma basterebbe veramente poco per bonificarla, partendo in primis dalla recinzione degli interi giardini, esattamente come era la condizione all’inizio del secolo scorso, si allega una foto d’epoca”.

I giardini Speyer recintati in una foto d’epoca

Continua il lettore: “Veniamo a piazza Francesca Baracca. Ometto tutte le premesse legate a gente che si è affrontata con i coltelli, le aggressioni singole e/o multiple, la vendita di ogni bene lecito e illecito, le chiusure di esercizi, delibere di restrizione, piadine e kebab, ed entro subito nel merito della mia avventura, la notte del Venerdì Santo. Sabato 30 marzo stavo passeggiando alle 00.20 sul meraviglioso marciapiede alla francese piantumato a platani. Per la prima volta nella mia vita quanto vado a raccontare mi ha provocato una emozione così forte da essere accompagnata da una sudorazione fredda e brividi di paura che si sono propagati sulla schiena.

Ero con la mia famiglia e alcuni amici di Forlì e Bologna e i loro figli; noto alcuni gruppi di ragazzi che corrono, scappano, si rincorrono come sciami di cavallette, fanno schiamazzi in piazza, in un primo istante non do importanza alla cosa. Poi le urla salgono, salgono sempre più, inizio a sentire sbattere del legno, il rumore del legno è sempre più crescente, guardo negli occhi i miei ospiti e gli dico: ‘Mi sembra che quei ragazzi impugnino tutti dei bastoni’. Loro mi guardano esterrefatti quasi in trance e mi rispondono: ‘Vedi bene, ma sono mazze da baseball’. In quel preciso istante mi sono vergognato di abitare a Ravenna e di avere portato i miei ospiti in quella piazza, mi sono sentito in dovere di mentire e minimizzare per non impaurire i miei ospiti, gli ho invitati a salire in auto e uscire e io mi sono diretto prontamente verso casa.

Mentre mi dirigevo con la mia famiglia verso casa i gruppi di ragazzi continuavano imperterriti a rincorrersi: una guerriglia urbana in piena regola urla, strilli, mazze da baseball sbattute ovunque per tutta la piazza, auto incluse, volevo intervenire ma mi sono trattenuto. Poi è arrivata una pattuglia dei Carabinieri che prontamente è entrata nel parcheggio, i ragazzi hanno nascosto le mazze, tutto si è spento ed è partito un dialogo censoreo delle forze dell’ordine. Eventuali dubbi perplessità, curiosità sono soddisfabili prelevando e controllando le molteplici telecamere di piazza Baracca.

Purtroppo questa è la verità di un’area che, come testimoniano i fatti, non si riesce a proteggere, le ‘mazzate pasquali’ lo dimostrano e potremmo tranquillamente dire ‘non sono armi’, per ora!

Buona Pasqua”.