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L’analisi condotta dal Centro Studi della Cooperazione di Legacoop sarà presentata il 14 maggio. Ravenna è la provincia più “anziana”

“Non si ferma l’inverno demografico della Romagna: la tendenza al costante invecchiamento della popolazione, infatti, è di nuovo confermata dall’analisi condotta dal Centro Studi della Cooperazione di Legacoop Romagna, su elaborazione in scala romagnola dei dati demografici Istat. La rilevazione sarà presentata martedì 14 maggio alle 9 al Mercato Coperto di Ravenna, in occasione dell’assemblea di bilancio di Federcoop Romagna”. Così viene presentato lo studio, che evidenzia una situazione precisa.

Infatti, la popolazione romagnola “invecchia di più rispetto alla nazione e anche al resto della regione: al 1° gennaio 2024 il 25,23% dei romagnoli era ultra65enne, contro il 24,66% degli abitanti dell’Emilia-Romagna e il 24,34% degli italiani”, “con il triste primato”, prosegue la nota, “della provincia più ‘vecchia’ della Romagna che va a Ravenna (26% di anziani) seguita da Forlì-Cesena e poi Rimini, la più ‘giovane'”.

“Un invecchiamento che è anche il risultato dell’efficienza dei servizi sanitari e socio sanitari territoriali, ma che si accompagna ad un ulteriore trend in inesorabile discesa, ovvero il calo delle nascite: -123 bambini nati in Romagna nel 2023 rispetto al 2021, con un saldo lievemente positivo a Forlì-Cesena (+38), leggermente negativo a Rimini (-15) e in forte calo a Ravenna (-146). Inoltre, dato inedito e “osservato speciale”, la Romagna registra anche una diminuzione delle nascite di bambini nati da coppie straniere, in controtendenza rispetto al 2021 e agli ultimi 30 anni”.

“I dati che emergono dall’analisi – dichiara Simona Benedetti, responsabile del Centro Studi della Cooperazione di Legacoop Romagna – evidenziano anche nell’andamento dell’immigrazione un ulteriore elemento di preoccupazione; in un territorio come quello romagnolo, a fortissima incidenza di lavoro stagionale, infatti, fra il 2021 e il 2023 gli arrivi aumentano molto meno rispetto all’intero territorio regionale: +18% in Romagna a fronte di un +29% emiliano-romagnolo”. 

“Questa analisi demografica – spiega Paolo Lucchi, presidente di Federcoop e Legacoop Romagna – ha una duplice rilevanza: da una parte è essenziale per supportare le politiche di formazione, reperimento e selezione della manodopera e della nuova occupazione da parte delle cooperative associate e, dall’altra, è importantissima per rafforzare il confronto con la Pubblica Amministrazione nei processi di programmazione condivisa dei servizi e delle attività. Il lavoro realizzato sarà a disposizione di tutte le imprese del nostro sistema”.