Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore, che lamenta i tempi biblici di intervento sul marciapiede di una via della città.

“Desidero segnalarvi lo stato di incuria e di abbandono in cui verte via Bartolini a Ravenna. Tutti i residenti lamentano che i marciapiedi, da oltre 40 anni, sono ridotti ai minimi termini, in piena inosservanza dei requisiti minimi necessari per la sicurezza e la percorribilità da parte di tutti coloro che in qualità di pedoni desiderano percorrere la strada che, essendo in zona centrale, porta a diversi esercizi commerciali del quartiere San Biagio. I marciapiedi sono in condizioni disastrose (mancanza totale di asfaltatura, avvallamenti con cedimenti del suolo, orlature mancanti, rotte, avvallate). Molti dei residenti hanno dovuto provvedere a proprie spese a collocare della ghiaia o ad adottare altre soluzioni per non ritrovarsi davanti a casa continuamente fango nelle giornate di pioggia e, nel caso di una persona disabile residente, di assumersi il rischio di asfaltare autonomamente per poter uscire di casa con la sedia a rotelle. Inevitabile anche la crescita continua di erbacce di cui spesso si devono far carico i residenti alla loro estirpazione. Risultato: una disomogeneità indecorosa e che porta a maggiori difficoltà di percorribilità. Camminare a piedi sul marciapiede, infatti, è poco praticabile. Le persone anziane o diversamente abili e le mamme con la carrozzina o il passeggino sono costrette a passare sulla strada con evidenti rischi come si può vedere dalle foto allegate.

Diversi residenti negli anni hanno fatto più volte segnalazioni individualmente al Comune e nel 2018 è stata effettuata una petizione dei residenti con la richiesta di provvedere al rifacimento. La risposta del 14/12/2018 affermava che la situazione era nota e che necessitava di trovare allineamento con le previsioni di bilancio comunale. A tutt’oggi ancora nulla di fatto. Quanto dovremo ancora aspettare perché si verifichi questo “allineamento”?

Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete dare a questa incresciosa situazione.

Un cordiale saluto,

Cristiana”