Visone in gabbia (foto di repertorio shutterstock)
Visone in gabbia (foto di repertorio shutterstock)

Soddisfazione del M5S: “Primo passo, ma servono controlli approfonditi e la chiusura definitiva”

“La chiusura temporanea degli allevamenti di visoni decisa dal Ministero della Salute è un primo passo ma l’obiettivo deve essere quello di una chiusura definitiva di queste strutture così come stanno facendo anche Francia e Olanda”. È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, relativo all’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha disposto la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni su tutto il territorio italiano fino alla fine del mese di febbraio 2021, quando verrà effettuata una nuova valutazione sullo stato epidemiologico.

Nelle scorse settimane era stata proprio la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle a porre il tema dei possibili contagi da Covid-19 all’interno dei due allevamenti presenti in Emilia-Romagna, a Galeata e a Ravenna, con una interrogazione a cui la Giunta aveva risposto dicendosi disponibile a prevedere una loro chiusura.

“La sospensione per tre mesi è sicuramente una prima buona notizia ma di certo non risolve i problemi legati all’esistenza di queste strutture, sia quelli in relazione al possibile contagio da Covid-19 che per quel che riguarda le condizioni in cui i visoni vengono allevati e detenuti – aggiunge Marco Maiolini, consigliere comunale M5S a Ravenna – Tenere chiusi gli allevamenti in un periodo nel quale di solito la produzione era sostanzialmente ferma non ci mette al riparo da possibili rischi sanitari legati alla diffusione del Coronavirus”.

“Ecco perché, come abbiamo ribadito anche alla Regione – specifica Silvia Piccinini – serve avviare al più presto una precisa e massiccia attività di screening su questi animali per capire se e quanto il virus si è diffuso, visto che al momento non è stato fatto nessun monitoraggio approfondito ma solamente un insufficiente controllo basato soltanto sui sintomi clinici degli animali. Se si vuole per davvero ridurre al minimo il rischio che un eventuale salto di specie del Covid-19 possa pregiudicare il vaccino in arrivo, serve utilizzare tutti gli strumenti diagnostici e di prevenzione in nostro possesso. Serve poi un impegno preciso sulla chiusura definitiva di questi allevamenti così come fatto altri Paesi: l’Olanda, infatti, hanno già annunciato che l’allevamento di visoni sarà proibito a partire da marzo 2021, mentre la Francia ha fissato questa data al 2025 dopo un periodo transitorio di 5 anni”.