È il decimo esemplare giovanile ritrovato questa estate, la metà di questi sono ancora in degenza al centro recupero

Pesa solo 250 grammi ed è grande appena 12 cm la piccola Caretta caretta recuperata in difficoltà dallo staff del gruppo TAO che gestisce il centro di primo soccorso a Porto Garibaldi.

Completamente ricoperta di balani, i cosiddetti denti di cane e fortemente debilitata, è stata trasferita al centro di recupero di Marina di Ravenna Cestha dove seguirà uno specifico percorso di riabilitazione per ritornare libera in mare.

La piccola si aggiunge alle altre 4 già in cura presso il centro, ritrovate nei tratti di costa tra Ravenna e Ferrara che, sommate a quelle delle settimane precedenti, portano il conteggio ad una decina di piccole tartarughe spiaggiate, di una età compresa tra uno e due anni.

“Il fenomeno sta divenendo una consuetudine del periodo estivo”, affermano i biologi e ricercatori che se ne stanno occupando. “I numeri sono in linea con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso perciò è ragionevole pensare che le condizioni che inducono questi giovanili a debilitarsi e poi a spiaggiarsi siano le stesse.” Le tartarughe arrivano fortemente denutrite, probabile che non si stiano alimentando da settimane e sono completamente ricoperte da balani, ossia i crostacei che rivestono anche cozze e scogli. Non si tratta di parassiti ma semplicemente di epibionti, cioè coinquilini che non danno fastidio all’ospite se non quando questi è appunto debilitato e la colonizzazione avviene anche su occhi e altre parti del corpo.

I ricercatori stanno lavorando su un approccio gestionale che sta mostrando ottimi risultati: tutte le piccole recuperate negli ultimi due anni sono già liberate o fuori pericolo.

L’area al largo del Delta si conferma di notevole importanza per questi rettili marini.

La Regione Emilia Romagna, infatti, con delibera di Giunta Regionale n. 1572/2020 ha istituito il sito marino IT4060018 “Adriatico Settentrionale”, ora in gestione all’Ente di Gestione Parchi e Biodiversità Delta del Po, anche se esterno ai perimetri del Parco.

Regione e Parco, di concerto con le associazioni Nazionali e locali della Pesca e molluschicoltura, hanno stabilito le misure di conservazione del Sito Rete Natura 2000 proprio allo scopo di rendere le attività turistiche e produttive che si svolgono in mare, compatibili con il mantenimento e se possibile il miglioramento dello stato di conservazione delle specie quali tartaruga marina e tursiope nell’area protetta.

l’Ente di gestione Parchi e Biodiversità Delta del Po intende redigere il piano di gestione del sito, a partire dall’acquisizione di nuovi dati ecologici e biologici dell’area. Sarà inoltre necessario sostenere ulteriori attività di studio e ricerca, approfondendo le problematiche riscontrate negli esemplari recuperati ed indagando le motivazioni alla base delle criticità evidenziate.