(foto di Massimo Todaro, da Shutterstock.com)

Facente parte di “Fridays for future”, il corteo partirà da piazza Garibaldi, alle 9.30, con la città che torna al centro del dibattito nazionale sull’energia

“Legambiente” ha scelto di aderire allo sciopero globale per il clima di “Fridays for future”. L’appuntamento è per oggi, venerdì 25 marzo, in piazza Garibaldi, a Ravenna, quando, alle 9.30, partirà il corteo.

Ravenna torna, così, al centro del dibattito nazionale sull’energia. La notizia da parte del governo che non ritiene prioritario avviare nuove attività estrattive, contrariamente a quanto sostenuto, non molto tempo fa, dal sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, e dal consigliere regionale del “PD”, Gianni Bessi, ma che sarà, invece, importante accelerare sulle rinnovabili, è recente.

In merito a queste affermazioni, “Legambiente” ha così commentato: “Le recenti e pericolose affermazioni del mondo estrattivista locale e della politica di maggioranza sono state, quindi, smentite dal governo nazionale che, seppur non escludendo un aumento di attività estrattive dai giacimenti esistenti, esclude, però, al momento, la possibilità di nuove attività. In un contesto locale in cui l’obiettivo pareva solo quello di triplicare la produzione di gas nazionale sembrano lontani gli spazi dedicati alla necessità di ridurre le emissioni climalteranti e di riformare il nostro sistema energetico verso le rinnovabili. Soprattutto, in assenza di una risposta da parte della politica di governo locale, che non sembra voglia più impegnarsi in questo senso, ma in cui le rinnovabili sono rappresentate solo un cavallo di battaglia per la campagna elettorale”, ha aggiunto l’associazione ambientalista. “Legambiente”, ha anche affermato: “L’indipendenza energetica poteva essere raggiunta già tempo fa e con le energie rinnovabili. Infatti, se avessimo mantenuto un trend di sviluppo delle rinnovabili (eolico e fotovoltaico) paragonabile a quello degli anni 2010-2013, ad oggi, ci troveremo a dover importare il 70% in meno di gas nazionale dalla Russia. Ora si richiama alla necessità di nuove estrazioni di gas dovute ad una condizione di emergenza energetica che poteva essere evitata e, contemporaneamente, non si fa nulla per un determinante cambio di passo. Oggi torneremo nuovamente in piazza per rimarcare quella che dovrebbe essere una giusta strategia nazionale”, ha concluso l’associazione ambientalista.