Raccolta rifiuti porta a porta

La città, dicono dal comitato, candidata a divenire la nuova bidonville del territorio. Il sindaco Piovaccari: sono disponibile ad un incontro.

La gestione dei rifiuti continua a far discutere. Dopo la nascita del gruppo lughese “Differenziata si, rifiuti no” che ha raccolto già 900 firme di protesta contro il nuovo sistema di raccolta porta a porta, a Cotignola nasce un altro comitato “Contro l’ultima bidonville”, fondato da Giovanni Scardovi, noto scultore, che ne è il referente. Cotignola è uno degli ultimi comuni del territorio ad aver adottato il nuovo sistema di raccolta. Ancora, infatti, non sono stati rimossi tutti i cassonetti presenti sulle strade. La completa sostituzione con i bidoncini consegnati al domicilio dei residenti è prevista per la prossima settimana.  

“Grazie all’incapacità dell’Amministrazione comunale e di Hera, evidentemente inadeguati nella gestione dei rifiuti, si è verificato un proliferare di bidoni che invadono la città – scrive Scardovi. “I cittadini dovrebbero, essendo obbligati a pagare tre laute rate della Tari, avere il diritto di un servizio decente, invece sono costretti a svolgere il lavoro che dovrebbe competere alla “multi-inutile”. Hera che obbliga a mansioni che non dovrebbero gravare sui cittadini. Sarebbe stato meglio che prima di prendere decisioni sulle modalità gestionali della raccolta dei rifiuti, si fossero consultati gli utenti e non si dovesse arrivare da parte dell’Amministrazione comunale a decisioni aprioristicamente programmate e imposte dall’alto.  Non si possono fare scelte che prescindono dal consenso dei cittadini. A questo punto, meglio la consegna dei rifiuti ai termovalorizzatori già esistenti, invece di questo marasma che crea difficoltà e dimostra ancora una volta tutta l’incapacità organizzativa. 

Con tutte le problematiche che si devono affrontare in questo periodo storico in cui le conflittualità e le inadeguatezze sono protagoniste della vita sociale – sottolinea – si aggiungono anche le incapacità di rendere l’esistenza meno complicata e meno burocratizzata.  Questi bidoni dei rifiuti, cassaforti, dove in alcuni casi si accede solo con chiavi, oppure altri contenitori da cui i rifiuti straripano sono il segno di una disorganizzazione evidente del fare raccolta.  Anziani abbarbicati sui contenitori che cercano con chiavi in mano di depositare rifiuti, puzza dovuta alla eccessiva saltuarietà dello svuotamento, portano ad una indecenza che fa rimpiangere gli inceneritori.  Tre rate della Tari – conclude Scardovi – dovrebbero bastare ad implementare servizi alternativi che liberino i cittadini da compiti non loro”. Da parte sua, il sindaco di Cotignola, Luca Piovaccari si dice disponibile ad un incontro. “Ho ricevuto anche io la missiva che riporta la protesta del Comitato – sottolinea. “In città stiamo vivendo la fase in cui stanno per essere rimossi tutti i cassonetti. Quello che noto, girando, è che nelle zone in cui i cassonetti non ci sono più non vedo rifiuti abbandonati o buttati. Solitamente, i rifiuti abbandonati si trovano nelle zone di passaggio. Prima c’erano i cassonetti dove buttarli. Ora no e quindi, piuttosto che smaltirli a casa propria, la gente preferisce gettarli. Ciò dimostra che chi abbandona lo fa per ignoranza non per colpa del sistema. La cosa più difficile da fare è cambiare le abitudini. Con il sistema adottato fino ad ora la percentuale di raccolta differenziata a Cotignola era del 58% ed era, già da tempo stabile. Per modificare il risultato e portarlo al 79% richiesto era necessario cambiare qualcosa. Ora siamo agli inizi del nuovo sistema. Servirà un po’ di tempo per adattarsi ed anche per migliorare. In questa ottica sono disponibile ad un incontro con il Comitato”.