I manifestanti denunciano di essere stati minacciati da alcuni fruitori del Parco

Flash mob al Parco Teodorico nel pomeriggio di ieri, domenica 30 ottobre, per la tutela delle nutrie presenti nel parco. Un gruppo di ambientalisti si è radunato con degli striscioni per dire no all’uccisione degli animali.

“Davvero sconvolgente – afferma il Comitato nato in difesa delle nutrie – immaginare come questi pacifici ed innocui animali che si avvicinano ad adulti e bambini in uno scambio affettuoso di saluti, debbano venir uccisi”.

Secondo i manifestanti sarebbe un po’ come sparare a cani e gatti domestici: “Si tratta di animali sfruttati dall’uomo per le loro pellicce e poi abbandonati, che si sono perfettamente adattati all’ambiente”.

“Invitiamo chi non ha mai visto gli ospiti del Parco Teodorico a venire a rendersene conto con i propri occhi”, scrive il Comitato, invitando anche l’assessore responsabile a fare lo stesso quanto prima.

La presenza di questi animali, sottolinea il Comitato è “un’occasione unica per far crescere consapevolezza, rispetto, tolleranza, antirazzismo e conoscenza, specialmente per le giovani generazioni”.

Per questo le associazioni ricordano di aver proposto come soluzione “un progetto di sterilizzazione gratuita come quelli già sperimentati in altre parti d’Italia, ricevendone però totale chiusura. La sterilizzazione consentirebbe di mantenere controllato il numero e costante la presenza, evitando ulteriori arrivi nel territorio lasciato libero delle nutrie uccise, a meno che non si voglia avvolgere il parco di costose muraglie degne di una prigione e prosciugare il laghetto”.

I volontari delle associazioni denunciano poi di essere stati pesantemente attaccati a parole da fruitori del Parco, con promesse minacciose: “Certamente i cittadini non si faranno intimorire, ma non possiamo che registrare come, a causa di una sparuta minoranza, la situazione appaia pesante e fuori controllo”.

“Giusto qualche settimana fa – concludono allarmati i volontari -, infatti, si sono registrati avvelenamenti, e non solo di nutrie. L’ennesima dimostrazione della totale inadeguatezza di chi dovrebbe risolvere in modo ragionevole le questioni ed invece si affidi, per farlo, anch’egli alla brutale violenza?”

Martedì 1 novembre, a partire dalle ore 16, nei pressi del laghetto accessibile dal parcheggio camper di via Pomposa, nuovo appuntamento per i manifestanti, che hanno lanciato anche una petizione, che ha raccolto un centinaio di firme raccolte in un’ora e mezza.