Accordo Eni-Snam: sarà a Ravenna il primo sito di stoccaggio di CO2

A inizio 2024 operativo il deposito sottomarino di CO2 al largo di Porto Corsini – In arrivo 500 nuovi posti di lavoro

Il primo progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (Ccs) sarà avviato da Eni e Snam e avrà il suo baricentro a Ravenna per poi essere esteso ad altre aree industriali del Paese. La fase 1 del progetto messo a punto prevede la cattura di 25mila tonnellate di CO2 dalla centrale Eni di trattamento di gas di Casalborsetti e il suo trasferimento verso la piattaforma di Porto Corsini Mare Ovest dove l’anidride carbonica  sarà iniettata nel giacimento omonimo di gas esaurito. La prima CO2 arriverà nel suo deposito “naturale” tra la fine del 2023 e gli inizi del 2024. Si tratta di un accordo che genererà oltre 500 nuovi posti di lavoro nella sola prima fase del progetto. L’AD di Eni Claudio Descalzi ha commentato: “Oggi più che mai emerge l’esigenza di conciliare obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività, e fare sistema diventa prioritario. Questo accordo rappresenta un esempio di eccellenza, volto a valorizzare le sinergie industriali per contribuire al percorso di decarbonizzazione del sistema produttivo italiano. La prima fase del Progetto Ravenna consentirà di ridurre le emissioni della centrale di Casalborsetti, avviando in Italia un progetto basato su un processo tecnologico maturo ed essenziale per il raggiungimento degli obiettivi climatici, complementare alle rinnovabili, all’efficienza energetica e alle altre leve disponibili, ed è centrale per evitare le emissioni di CO2 dei settori altamente energivori che al momento non hanno alternative tecnologiche per la decarbonizzazione”.

L’AD di Snam Stefano Venier ha dichiarato: “È un fatto che le tecnologie di Carbon Capture and Storage (CCS) stiano maturando a livello globale come uno strumento a disposizione per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e per questa ragione è al centro dell’attenzione da parte di governi, investitori e operatori industriali. Progetti di CCS sono in corso di sviluppo a livello globale e sono già in fase avanzata di definizione sia in Europa – specialmente nel Regno Unito, in Olanda e nei Paesi nordici – sia negli Stati Uniti. Con questa joint venture nasce in Italia la prima iniziativa che ha l’ambizione di offrire una soluzione all’intero cluster produttivo hard to abate della Pianura Padana e potenzialmente anche delle altre regioni italiane e di altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Snam contribuirà al progetto con il proprio know how e le proprie competenze distintive nel trasporto e gestione di molecole, in questo caso quelle della CO2.”

Il progetto rappresenta un tassello fondamentale per rispondere alle necessità di decarbonizzazione delle acciaierie, dei cementifici, delle industrie della ceramica e della chimica e più in generale dei settori “hard to abate” attraverso un processo tecnologico immediatamente disponibile, altamente efficiente ed efficace, che permette di valorizzare le infrastrutture e le competenze già presenti sul territorio.