Capanno balneare a Marina di Ravenna
Capanno balneare a Marina di Ravenna (Foto Francesca Santarella)

L’appello dell’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale

Prosegue il dibattito in seguito alla notizia dell’imminente smantellamento dei capanni balneari che popolano spiagge e dune della costa ravennate.

Italia Nostra esprime sconcerto nell’apprendere che “le manomissioni in corso sul nostro litorale non si fermano”. In attesa di entrare in possesso della documentazione l’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale tramite una nota esprime alcune considerazioni:

“Parallelamente al progetto di ‘Parco Marittimo’ (contestato da Italia Nostra, ndr.) che avanza per stravolgere completamente l’intero assetto paesaggistico e ambientale costiero, (…) pare sia arrivato l’ordine di abbattimento per gli ultimi storici capanni balneari. Si trattasse di ambiti da rinaturalizzare completamente e liberare dalla presenza umana al fine di lasciare la natura indisturbata, potremmo plaudire alla scelta (sia pure con un po’ di amarezza, trattandosi di manufatti storici), ma in questo caso, l’indirizzo perseguito nell’approvazione dello sciagurato ‘Parco Marittimo’ pare sia quello di trasformare una Riserva Naturale dello Stato in un parco attrezzato, quindi l’esatto contrario della protezione ambientale, della tutela e della rinaturalizzazione. Non bastava una manutenzione di minima, economica e rispettosa dell’esistente, evidentemente”.

I capanni lignei della tradizione ormai costituiscono un unicum paesaggistico pressoché scomparso ovunque, si presentano dalle dimensioni contenute ed integrate armonicamente nel paesaggio, e resistono come esempio di architettura spontanea in un ambito fortemente antropizzato e sottoposto allo sfruttamento turistico-balneare massificato. Vada per i manufatti allargati abusivamente ed in contrasto col paesaggio, come capita nelle ‘villette’ in muratura anche a più piani dei capanni da caccia e pesca delle Pialasse o lungo i fiumi, per cui l’abbattimento o la rimessa a misura, con l’uso di materiali idonei, deve essere obbligatoria, ma non ci sembra sia questo il caso della maggior parte dei capanni balneari, che tra l’altro, sono in numero assai modesto rispetto all’estensione della costa”.

“Attendiamo di comprendere meglio i termini della questione, ma già da ora vien da chiedere chi abbia firmato l’autorizzazione paesaggistica alla cancellazione degli ultimi lembi di un paesaggio storico (a fronte della modernizzazione, passateci il termine, ‘fighetta’, e forse persino arrogante ed effimera, del Parco Marittimo), e se la Soprintendenza abbia dato riscontro alle indubbie ragioni espresse sia dall’Associazione Capannisti Balneari, sia nell’Odine del Giorno proposto da Lista per Ravenna, sottoscritto trasversalmente da altre forze politiche, e poi votato all’unanimità del Consiglio Comunale in settembre 2023. Di sicuro, di questo OdG, che pare divenuto carta straccia, ne deve rispondere il Sindaco”.