Foce Bevano
Foce Bevano (foto di repertorio)

Obiettivo: ripristinare gli habitat sottomarini e proteggere la costa dall’erosione marina

Una scogliera soffolta, collocata poco più a nord della foce del torrente Bevano e a sud dell’abitato di Lido di Dante, parallela alla spiaggia, con l’obiettivo di ripristinare gli habitat sottomarini, potenziare la biodiversità, migliorare la qualità dell’acqua e proteggere la costa e gli ecosistemi costieri dalle mareggiate e dai processi di erosione.

La Giunta ha deliberato il progetto di fattibilità tecnico economica che riguarda la realizzazione del reef che la Commissione europea, nell’ambito del programma Life 2021-2027, ha finanziato con 651.216,00 euro. L’impegno finanziario complessivo per la sola realizzazione del reef, previsto nel piano degli investimenti del 2024, è di 1 milione di euro, di cui 363.544 a carico dell’Amministrazione comunale e 637.456,00 euro finanziati dal progetto Life NaturReef.

Il progetto vede impegnati, oltre ai tecnici del Comune di Ravenna per la progettazione dell’opera, biologi, ecologi, geologi, ingegneri e topografi di due dipartimenti dell’Università di Bologna (BiGeA e DICAM), del Parco del Delta del Po, nonché della società Proambiente, spin-off del Centro nazionale delle ricerche; a Fondazione Flaminia, con il suo centro per l’innovazione Cifla, è affidato il compito di comunicazione e raccordo con il tessuto sociale e produttivo del territorio.

“Si tratta di una soluzione basata sulla natura per la difesa costiera e l’aumento della biodiversità marina. È un cambio di paradigma quello di proteggere le coste ripristinando gli ambienti naturali non più utilizzando barriere artificiali – spiegano l’assessora alla Subsidenza Federica Del Conte e l’assessora alle Politiche europee Annagiulia Randi –. Questo progetto da 1 milione di euro conferma il nostro impegno nel costruire una rete forte con partner europei per l’aggiudicazione dei bandi e l’ottenimento dei finanziamenti europei, consolidando sempre più la nostra capacità di progettazione”.

Life NatuReef creerà una scogliera sommersa di circa 4.000 metri quadrati, 200 metri di lunghezza e 20 di larghezza, a 200 metri dalla spiaggia, ad essa parallela. Diverse le funzioni studiate e attese: quella prioritaria è di realizzare un’opera di difesa della costa su un tratto sabbioso particolarmente fragile ed esposto ai fenomeni erosivi; stimolare lo sviluppo delle sabellarie, piccoli policheti in grado di creare scogliere sommerse aggregando la sabbia, e la crescita di banchi di ostriche; indirettamente il sito consentirà di aumentare il numero di specie marine, tra cui alghe, invertebrati e pesci, offrendo un luogo ideale per la riproduzione e protezione dei giovanili e ripopolando il mare circostante. Inoltre, attraverso una successiva fase di monitoraggio alla realizzazione del reef si intende studiare l’efficacia della proposta progettuale in modo da valutarne una eventuale replicabilità futura in altre località del Comune di Ravenna o esportare il modello in altri territori.

La parte artificiale del reef sarà realizzata essenzialmente in massi calcarei posizionati in modo da formare un perimetro rettangolare (200×20 m); l’interno di questa sorta di “vasca” verrà riempito con altri massi di minori dimensioni e al disopra di questo basamento verranno posizionati dei “materassi” in rete metallica, riempiti con materiale calcareo. Successivamente si procederà con l’insediamento delle ostriche autoctone seminate.

L’area è particolarmente adatta all’insediamento e alla crescita delle specie che si intendono ripristinare, come testimoniano le popolazioni già esistenti di Sabellaria spinulosa alla base delle vicine barriere frangiflutti e l’ostrica del Pacifico naturalmente sviluppatasi all’interno della foce del Bevano. Inoltre, la documentazione storica testimonia la presenza di ostriche autoctone lungo le coste dell’alto Adriatico, di cui oggi non esiste traccia. Si creeranno, quindi, le condizioni iniziali idonee all’insediamento di queste specie e si innescherà il processo di biocostruzione mediante una pre-semina con ostriche autoctone raccolte e/o allevate (Ostrea edulis) e trapianto di rocce vive costruite da Sabellaria spinulosa provenienti da aree limitrofe.

Le operazioni di esecuzione dell’opera saranno svolte interamente da mare con mezzi marittimi (moto-pontoni) idonei al trasporto e alla posa dei massi per la struttura di base e dei “materassi in rete metallica” appoggiati sopra l’opera. La spiaggia emersa non verrà quindi coinvolta, se non per attività di impatto minimo, legate allo studio della morfologia del sito attraverso periodici rilievi e del monitoraggio successivo per lo studio delle ricadute sul luogo. Il prossimo step sarà la presentazione del progetto alla Regione Emilia-Romagna per la Valutazione di impatto ambientale.