(Shutterstock.com)

Nell’ambito del primo bando Cooperazione Territoriale Europea Italia-Croazia

Riguardano il green deal e la protezione ambientale due dei tre progetti del Comune di Ravenna recentemente finanziati dall’Unione europea nell’ambito del primo bando Cooperazione Territoriale Europea Italia-Croazia; del terzo, il progetto Value Plus per la creazione di un meta distretto culturale e turistico con la Croazia, è stata data notizia qualche giorno fa. 

I due nuovi progetti si chiamano “Action – Increasing coastal ecosystem resilience to climate change”, che ha un budget di 2.402.734 euro, 490.885 dei quali sono stati assegnati al Comune di Ravenna, ente capofila; e “Strenght- Strategies for assessing climate change and natural hazards’ impact on urban ecosystems, increasing resilience to environmental hazards and promoting territorial growth”, il cui budget è di 1.877.043,60 euro; in questo caso il Comune di Ravenna è partner del progetto, guidato dall’Università di Ferrara, e gli sono stati assegnati 254.660 euro. 

I due progetti vedono a diverso titolo il coinvolgimento degli assessorati alle Politiche europee, Urbanistica, Subsidenza e servizi geologici, Protezione civile e Aree naturali, che individuano in tali risultati la conferma della capacità del Comune di Ravenna di attrarre contributi europei e finanziamenti da enti esterni, grazie ai quali sarà possibile dare corpo ad azioni di grande importanza, sul tema del regime idraulico del territorio, sulla presenza e il controllo delle acque.

In particolare il progetto Action ha l’obiettivo di creare un piano di adattamento per quattro ecosistemi costieri, che risponda ai problemi ambientali comuni quali l’ingressione del cuneo salino, l’innalzamento del livello del mare e la siccità: in Croazia il lago costiero del parco regionale di Vrana e il Delta del fiume Neretva, in Italia le dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo in Puglia e il sistema formato dal fiume Lamone, dalle aree umide contigue e dalla zona retrodunale costiera a Ravenna.

Il piano di adattamento suggerirà delle soluzioni basate sulla natura, utili a limitare i danni provocati dal cambiamento climatico.

Il progetto pilota proposto sull’area di Ravenna promuove la progettazione di un modello idraulico in grado di deviare le acque del fiume Lamone verso il sistema delle zone umide contigue e così rallentare il dilavamento dell’acqua dolce al mare; garantire un maggior afflusso di acqua nelle zone umide, favorendo il ripristino della qualità ambientale delle stesse; creare zone di laminazione e accumulo di acqua dolce da utilizzare in caso di necessità e contemporaneamente contrastare, favorendo l’occupazione delle falde, l’avanzata del cuneo salino. Il Comune di Ravenna, come detto è capofila del progetto che raccoglie altri sette partner, quattro italiani e tre croati. 

Obiettivo del progetto Strenght è invece promuovere l’adattamento degli ecosistemi costieri e urbani delle città di Ferrara, Kastela e Ravenna rispetto a siccità, allagamenti e terremoti. Il Comune di Ravenna si concentrerà sul rischio allagamento dovuto all’innalzamento del livello del mare e al fenomeno delle bombe d’acqua. Verrà dunque promosso un rilievo dell’area urbana e costiera ravennate per individuare le aree sensibili all’allagamento, con il quale realizzare un piano del rischio specifico. Oltre al monitoraggio verranno attivati percorsi di sensibilizzazione della cittadinanza, in particolare della popolazione scolastica, sul piano di protezione civile e sui risultati del progetto. Verranno anche ulteriormente potenziati i sistemi di allerta alla cittadinanza.