Alvaro Ancisi
Il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi (foto di repertorio)

Il consigliere della Lista per Ravenna chiederà alla Corte di appello di Bologna di intervenire dopo che i giudici ravennati hanno chiesto di archiviare il caso

Altro che pietrisco naturale di roccia come da progetto esecutivo comunale. Il sottofondo degli stradelli di accesso alle pinete e al mare che rientrano nell’ambito del Parco marittimo tra Punta Marina e Marina di Ravenna, è fatto di resti di cantiere edili con tanto di ferri di cantiere, tubi corrugati e piastrelle rotte. Insomma, materiale proveniente non certo da una cava ma da demolizioni. Alvaro Ancisi, Lista per Ravenna, aveva già segnalato il tutto alla procura di Ravenna il 12 ottobre 2023 che però aveva presentato al Gip la richiesta di archiviazione il 10 aprile scorso. Il 23 maggio lo stesso Ancisi aveva depositato un atto di opposizione a tale richiesta che ha successivamente integrato con una memoria aggiuntiva. E siccome i giudici a Ravenna non gli danno “soddisfazione” Ancisi, come ha annunciato oggi in conferenza stampa, sempre il 10 giugno ha chiesto al procuratore generale presso la Corte d’appello di Bologna l’emissione di un decreto di avocazione delle indagini.  E sempre ieri sono state mostrate le immagini del tipo di materiale utilizzato. Da parte sua l’amministrazione comunale ha provveduto a variare il progetto esecutivo iniziale con una variante che ammette l’uso di rifiuti riciclati da cantieri edili intervenuta però dopo la posa del materiale stesso, ha rilevato Ancisi. Di fatto è possibile che oltre 3700 tonnellate di rifiuti edili riciclati possano essere finiti sotto gli stradelli del Parco marittimo; se in modo legittimo o meno lo decideranno (forse) i giudici penali di Bologna.