L’esposizione, promossa da Capit e curata da Patrizia Poggi e Giancarlo Bertaccini, è in programma dal 21 novembre fino al 23 gennaio

“Lui, lui partout” è la mostra di Jean Gaudaire-Thor con dipinti, opere su carta, sculture dedicati a Napoleone, in occasione del bicentenario della morte. L’esposizione, promossa da Capit e curata da Patrizia Poggi e Giancarlo Bertaccini, è in programma dal 21 novembre fino al 23 gennaio al Palazzo dell’Orologio, piazza del Popolo. La mostra è inserita nel calendario delle manifestazioni ufficiali della Fondation Napoléon. L’ingresso è gratuito. Orari: giovedì – venerdì: 15 – 18; sabato e domenica: 10 – 13 e 15 -18. www.capitra.it

«Da parte mia, sono sempre stato attratto da soggetti di ampie vedute, che mi permettono grandi sconfinamenti. Questi soggetti, molto spesso lontani dalle mie solite passioni, mi hanno permesso di cercare nuovi mondi. Sì, ci sono stati Cristoforo Colombo, Arthur Rimbaud, Lazzaro, temi tanto inaspettati quanto opposti. Mi ha fatto molto piacere stare con loro e, a dire il vero, accompagnarli nella loro seconda vita. “La Campagne du Monde” è diventata così il titolo generico di questa mia intima avventura pittorica su Napoleone»

È con queste parole che Jean Gaudaire-Thor interpreta l’evocazione dell’epopea napoleonica,  la visione che la storia ci ha lasciato di Napoleone, inventando un altro modo di raccontare, di accompagnarci attraverso i secoli,  lontano dagli eterni dibattiti storici, senza tener conto della cronologia o dello svolgimento temporale delle folgoranti conquiste dell’uomo. Jean Gaudaire-Thor comincia a “dialogare!” con Napoleone nel  2014, durante una vacanza all’isola d’Elba, dove si celebra il bicentenario dell’esilio dell’Imperatore. Al suo rientro inizia a documentarsi, leggendo pagine e pagine di storia, centinaia di lettere e i tanti libri degli aiutanti di campo. Inizia così a produrre opere, quasi 400: dipinti su tela, su carta, disegni, sculture, che indagano sulla visione e sull’universo di un Napoleone  insospettabilmente poetico,  che scrive: «Preparo i miei piani di battaglia con i sogni dei miei soldati addormentati».

La mostra celebrativa prende le mosse da Tolone, dove il giovane capitano di artiglieria si guadagnò i gradi di generale dimostrando per la prima volta le sue doti di grande stratega. La seconda tappa è stata Fontainebleau, nel cuore della città imperiale, la Demeure du Parc con opere di incredibile modernità, ispirate all’epopea dell’Imperatore, e successivamente a Sens, nella Maison d’Abraham. Ora la mostra  è  a Ravenna, curata da Patrizia Poggi e Giancarlo Bertaccini, ospitata nel Palazzo dell’Orologio, nel cuore della città.

L’esposizione offre anche lo stimolo per commentare il modello di modernizzazione della società economica, sociale e amministrativa proposto/imposto da Napoleone,  che lasciò tracce indelebili nello sviluppo successivo negli Stati dominati. La Romagna sperimentò per prima questo modello di conquista attraverso la Repubblica Cisalpina, che poi venne esteso a tutta l’Europa.

In Romagna apparve chiaro che non si potesse dare un giudizio manicheo sul suo operare come conquistatore: “Un tiranno o un genio o entrambi?”  Su questo dilemma indaga anche lo scritto di Hidalgo Cont: “Napoleone: saccheggiatore e/o riformatore Glo-cal?”.

Ancora viva  è quell’eredità riformatrice. Molta della nostra qualità della vita quotidiana, non solo regionale ma occidentale, ha un’origine connessa con l’invasione napoleonica, che non voleva solo conquistare territori, ma rivoluzionare gli assetti legislativi, istituzionali, economici e socio culturali.

La mostra è accompagnata da un catalogo generale delle esposizioni itineranti, edito da Volonté d’Art e dall’Associazione  Capit di Ravenna, con una prefazione di Thierry Lentz, direttore della Fondation Napoléon  e uno scritto sull’età napoleonica in Romagna del professor  Hildalgo Cont.

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna;  è inserita nel calendario delle manifestazioni ufficiali della Fondation Napoléon  e gode del logo di “Année Napoléon”.