(foto Leonardo Casadei)

Inaugurazione sabato 14 maggio a Palazzo Rasponi 2

Palazzo Rasponi 2 si prepara ad ospitare la mostra fotografica “Il Carcere borbonico di Santo Stefano (Ventotene 1793-1965)” con gli scatti di Leonardo Casadei.

La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 14 al 25 maggio 2022 dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle 19.00.

L’inaugurazione si terrà sabato 14 maggio ore 15.00

L’isola vulcanica di Santo Stefano fa parte con Ponza e Ventotene delle Isole Pontine: è la più piccola, ha forma quasi circolare con un’estensione inferiore a un chilometro quadrato e un diametro di circa 500 metri. Fa parte del Comune di Ventotene (LT). L’unico edificio ancora presente sull’isola è l’antico carcere voluto da Ferdinando IV di Borbone Re di Napoli. Attraverso le varie vicissitudini iniziate con la sua costruzione a partire dal 1793 e rimasto in uso sotto successive forme di Stato e Governo fino al 1965.

La struttura venne concepita ispirandosi ai principi illuministici sostenuti dal filosofo inglese Jeremy Bentham nel suo “Piano di carcere ideale” denominato “Panopticon”, secondo il quale tutti i detenuti, rinchiusi in celle disposte a semicerchio, potessero essere costantemente sorvegliati da un unico guardiano posto in un luogo centrale.

L’ubicazione lontana dalla terra ferma, l’isolamento prolungato e la particolare architettura carceraria di Santo Stefano incutevano paura e rispetto nell’opinione pubblica e negli stessi detenuti concorrendo fortemente alla cosiddetta “deterrenza psicologica”.

Con l’avvento dell’Unità d’Italia anche i Savoia, succeduti ai Borbone, utilizzarono la struttura per rinchiudervi intellettuali, facinorosi non allineati, contadini meridionali definiti “briganti”.

Tra i personaggi illustri reclusi a Santo Stefano durante il fascismo si ricorda Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica, ospite della cella n. 36. Nel corso degli ultimi vent’anni della sua storia, dal 1945 al 1965, l’istituto di pena ospitò solamente detenuti comuni, condannati all’ergastolo o a lunga pena detentiva.

Da mezzo secolo l’edificio è abbandonato a se stesso, eppure l’isola e la struttura architettonica, ammantati di storia e desolazione, conservano un fascino indicibile che nemmeno l’incuria riesce ad oscurare.

Nel 2008, con decreto del Presidente della Repubblica, l’intera isola di Santo Stefano è stata dichiarata Monumento nazionale. E’ pertanto auspicabile che la cittadella carceraria sia sottoposta ad un accurato restauro nel rispetto del suo straordinario valore storico, artistico e architettonico, per essere adibita a nuove funzioni ed ospitare nuove attività, soprattutto a beneficio delle generazioni future.

Organizzazione: Capit Ravenna

Collaborazione: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e S.Stefano.

Patrocini: Regione Emilia Romagna – Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura – Comune di Ventotene – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Frosinone, Latina e Rieti.